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Ed Sheeran e il caso Macklemore: il Loop Tour riprende a Philadelphia senza support act e con le proteste fuori dallo stadio

Ed Sheeran riprende il Loop Tour stasera a Philadelphia, senza Macklemore e senza nessun support act: Finneas, Lukas Graham, Beoga e Aaron Rowe si sono ritirati in solidarietà con il rapper. Fuori dal Lincoln Financial Field sono previste proteste pro-Palestina. La ricostruzione completa della vicenda.

Ed Sheeran riparte nonostante tutto – Il Loop Tour di Ed Sheeran riparte questa sera, sabato 19 settembre, al Lincoln Financial Field di Philadelphia. È la prima data americana del tour dopo l’esplosione del caso Macklemore — e si presenta con un profilo radicalmente diverso da quello annunciato: nessun support act, inizio spostato alle 21:00 (era previsto alle 17:30 per permettere anche gli show di apertura), proteste organizzate fuori dallo stadio già dal pomeriggio.

Ed Sheeran, fronte del palco

A scaglionarsi in solidarietà con Macklemore, nei giorni seguenti alla sua rimozione, sono stati tutti gli artisti di apertura del tour: Finneas — il fratello e produttore di Billie Eilish — aveva date in programma nel leg sudamericano; il cantautore irlandese Aaron Rowe e la band danese Lukas Graham erano previsti a Philadelphia e nelle tappe successive.

La formazione tradizionale irlandese Beoga, che non si limitava ad aprire i concerti ma si esibiva anche durante il set di Sheeran stesso come backing band, ha comunicato la sua uscita con una nota formale: “Eravamo lì durante l’esibizione di Macklemore. Abbiamo sostenuto pienamente il suo messaggio. Così ha fatto la maggior parte del pubblico al MetLife Stadium, e questo spaventa certi lobbisti”.

L’assenza di Beoga è quella che pesa di più dal punto di vista dello show: il gruppo non stava solo aprendo, ma suonava insieme a Sheeran. Il concerto di Philadelphia avrà quindi una struttura diversa — più solitaria — rispetto a quanto il pubblico si aspettava al momento dell’acquisto dei biglietti. Ticketmaster ha indirizzato chi chiede rimborsi verso il tour e le venue. Alcuni fan hanno ottenuto il rimborso contattando il Lincoln Financial Field direttamente; altri hanno faticato.

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La ricostruzione: cosa è successo a MetLife

Tutto nasce il 4 e 5 settembre, quando Macklemore apre le prime due date del Loop Tour nordamericano al MetLife Stadium di East Rutherford, nel New Jersey. Durante l’esibizione del 5 settembre, il rapper introduce la sua canzone Hind’s Hall — scritta nel 2024 in omaggio alle proteste studentesche pro-palestinesi alla Columbia University, intitolata alla bambina palestinese di cinque anni Hind Rajab uccisa dalle forze israeliane a Gaza nel 2024 — con uno statement diretto: «Free Palestine».

Sullo schermo dietro di lui scorrono immagini della guerra a Gaza. Poi aggiunge: “A tutti i miei fratelli e sorelle ebrei: la critica a Israele, la critica all’apartheid, essere contro il genocidio non è in alcun modo una critica contro di voi. Questo messaggio è per la pace, per l’amore, perché tutti gli esseri umani siano trattati con dignità, rispetto e uguaglianza”.

La reazione è stata immediata. L’Israeli-American Council lancia una petizione per rimuoverlo dal tour. Robert Kraft — il miliardario proprietario dei New England Patriots e del Gillette Stadium di Foxboro, Massachusetts, una delle venue successive del tour — ha contattato il team di Sheeran e comunica che Macklemore non potrà esibirsi nel suo stadio. Secondo quanto riferito da Macklemore stesso, Kraft ha poi coordinato altri proprietari di venue per presentare a Sheeran un ultimatum: o Macklemore esce dal tour, o i concerti non si fanno.

Ed Sheeran
Il tour di Ed Sheeran al centro di alcune polemoche – Credits Ed Sheeran Off (SOM)

La posizione di Ed Sheeran

Ed Sheeran ha pubblicato una dichiarazione su Instagram in cui ha ammesso la rimozione di Macklemore ma ha negato la responsabilità della decisione, attribuendola ai promoter: “Sono inorridito dal conflitto tra Israele e Palestina. La sofferenza e il dolore causati su entrambi i lati è una tragedia umana – ha scritto – Macklemore mi ha chiesto di unirsi al mio tour l’anno scorso e ho accettato, perché lo rispetto come artista. Come con tutti i miei support act, ho concordato che suonassero la scaletta che preferivano. Dopo le esibizioni di Macklemore ai miei show del New Jersey, le venue delle prossime date del tour hanno comunicato che avrebbero ritirato i concerti se lui fosse rimasto. Sono stato informato che questa posizione era basata su come Macklemore ha comunicato parte del suo messaggio durante l’esibizione”.

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Macklemore: «Non avevo bisogno di dieci show. Ne bastevano due»

La risposta di Macklemore è arrivata con un post lungo e articolato su Instagram, in cui ha chiarito la sua posizione senza attaccare Sheeran: “Tredici anni di amicizia non scompaiono per un disaccordo doloroso – ha scritto – spero che questo non sia la fine del mio rapporto con Ed. Spero che entrambi continuiamo ad ascoltare, a studiare quello che sta succedendo in Palestina e a confrontarci su cosa significa la neutralità in un momento come questo. La mia porta sarà sempre aperta.”

Sul ruolo di Kraft, Macklemore non ha usato mezze misure. Ha ricostruito la catena di pressioni — il proprietario di una venue che mobilita gli altri proprietari per consegnare un ultimatum a un artista — come una forma di censura extramercato che va ben oltre la gestione di un singolo concerto. “Le parole ‘Free Palestine’ e l’immagine della bandiera palestinese sono state dolorose per molte persone con cui ha parlato – gli avrebbe detto Sheeran riferendo la conversazione con Kraft – gli ho detto che se quelle parole erano più offensive delle decine di migliaia di bambini palestinesi uccisi da Israele, allora c’era una disconnessione fondamentale tra dove si trovavano quelle persone e dove mi trovo io”.

La chiusa del post di Macklemore è quella più citata: “Non avevo bisogno di dieci show da Ed. Ne bastevano due. Due occasioni per stare davanti a 90.000 persone e dire le parole che sono diventate in qualche modo troppo pericolose da pronunciare. Free Palestine»”.

Ed Sheeran
Ed Sheeran, attualmente in tour negli Stati Uniti – Credits Ed Sheeran Off (SOM)

Proteste a Philadelphia: “Free Palestine è una chiamata all’azione”

Fuori dal Lincoln Financial Field, a partire dalle 16:30, la Philly Palestine Coalition e il gruppo Shut Down D&Z hanno organizzato una manifestazione all’NRG Station, l’area adiacente allo stadio. “Per Free Palestine è una chiamata all’azione diretta. Sabato scendiamo in piazza per riportare la conversazione sulla Palestina e riportare Philadelphia all’azione”, hanno scritto gli attivisti dell’organizzazione sui social.

Il dipartimento di polizia di Philadelphia ha confermato una presenza ‘cospicua’ di agenti sia dentro che fuori lo stadio, precisando di essere in contatto con il team di Sheeran. Nessuna minaccia specifica è stata segnalata. Il Lincoln Financial Field — stadio di proprietà della città, costruito su terreno pubblico — è stato al centro di un’ulteriore polemica: il capitolo locale del Council of American-Islamic Relations ha scritto una lettera aperta sottolineando che i contribuenti di Philadelphia hanno finanziato la struttura e che “il pubblico ha il diritto di sapere come questo potere viene usato”.

Il Loop Tour di Sheeran — sesto tour della sua carriera, a supporto dell’album Play del 2025 — proseguirà fino al 12 dicembre a Città del Messico. Le prossime tappe americane includono il Gillette Stadium di Foxboro il 25 e 26 settembre, il Mercedes-Benz Stadium di Atlanta, il Lucas Oil Stadium di Indianapolis e altri. Tutte senza Macklemore. E, al momento, senza nessun support act.

Nel frattempo confermato ma non ancora ufficializzato con le sue date il tour di Ed Sheeran in Europa per la prossima estate: si vocifera di almeno una data in Italia, forse a San Siro, ma non c’è alcuna ufficialità almeno per il momento. Il nome di Sheeran è quotatissimo anche per alcuni festival europei.

 

 

 

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