Ultimo, notte da record a Tor Vergata – Ci sono notti che rimangono impresse nella memoria collettiva. La notte del 4 luglio 2026 è certamente una di queste.
Ultimo ha scritto una pagina di storia davanti alle 250.000 persone assiepate da giorni – alcune erano arrivate addirittura una settimana prima pur di correrere quanto più vicino al palco – sull’enorme spiazzo dell’Università di Roma Tor Vergata, realizzando il live con il maggior numero di biglietti venduti nella storia della musica italiana.
Un primato superiore addirittura a quello di Vasco Rossi e del suo Modena Park, all’epoca irradiato anche nelle sale cinematografiche di tutto il paese, che nessuno aveva mai sfiorato prima, polverizzato in sole tre ore di vendita a un anno di distanza dall’annuncio e conquistato da un artista di trent’anni che ha trasformato la sua storia personale in un sentimento di generazione.
“Siamo nella storia”, ha urlato Niccolò Moriconi con le lacrime agli occhi nel finale, rivolgendosi ai suoi 250.000 ultimi/primi. Ed è difficile dargli torto.
L’ingresso in elicottero e l’apertura
Lo show ha cominciato a scrivere la sua leggenda ancora prima dell’inizio. Ultimo ha raggiunto Tor Vergata in elicottero, disegnando in volo un cerchio sopra la folla che ha circondato l’intera area dell’evento, stringendo i 250.000 presenti in un abbraccio aereo. L’immagine è destinata a diventare iconica: un artista che abbraccia il suo popolo dall’alto prima ancora di scendere sul palco.
L’apertura ha fatto esplodere la notte di Tor Vergata. Ultimo è emerso dal basso del palcoscenico come una colonna che sale dalla terra, intonando Pianeti, mentre sugli schermi appariva il suo benvenuto: “Beati gli Ultimi, perché saranno i primi”.
Il palco ricostruiva una città in miniatura: 140 metri di larghezza per 60 di altezza, sovrastato da un’enorme struttura metallica luminosa che riproduceva la sua firma, con una passerella a forma di infinito lunga 30 metri. Una scenografia pensata per contenere la storia, non solo uno show.
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La scaletta: tre ore senza soluzione di continuità
Per oltre tre ore Ultimo ha attraversato ogni sfumatura del suo repertorio, senza pause, senza cedimenti, senza lasciare mai il pubblico col fiato in gola. Ogni brano è diventato un coro all’unisono: Il capolavoro, Sono pazzo di te, Lunedì, Ovunque tu sia, poi le hit più recenti Bella davvero e Romantica, fino ai classici che ormai abitano lo scrigno emotivo di un’intera generazione — La stella più fragile dell’universo, Colpa delle favole, I tuoi particolari, Il ballo delle incertezze.
Tra i momenti più intensi, la sorpresa di due brani mai eseguiti dal vivo: Solo ed Equilibrio mentale, accolti da un silenzio carico di significato ma anche di aspettative. E poi un lungo medley acustico, con i musicisti seduti sui flight case ai lati della passerella, per attraversare L’ultima poesia, Amati sempre, Tutto questo sei tu, Nuvole in testa, Domenica, Ti va di stare bene, Quei due innamorati. Infine, il piano che si è alzato in volo portando Niccolò nella cameretta dell’infanzia — immagine poetica ma anche surreale, metafora perfetta di un artista che non ha mai smesso di sognare da bambino.
L’ospite a sorpresa: Fabrizio Moro
L’unico ospite della serata è stato Fabrizio Moro, chiamato sul palco per L’eternità (Il mio quartiere), brano che lega i due artisti romani in una fratellanza musicale e umana che va oltre le canzoni. Il momento si è chiuso con un lungo abbraccio tra i due, uno dei tanti che la notte ha regalato al suo pubblico.
La scelta di limitarsi a un solo ospite, e di scegliere proprio Moro, dice molto su come Ultimo vive la musica: come relazione autentica e non come operazione di marketing.
Il finale: fuochi artificiali e la lettera al suo popolo
L’atto finale è stato un crescendo che ha travolto tutto: da 22 settembre ad Altrove, fino alla dedica più attesa. Ultimo ha letto dal vivo la lettera al suo popolo, rivolgendosi a Niccolò bambino che contava le stelle a San Basilio sognando di arrivare fin lì: “Grazie, perché io non volevo una vita simile a quella che sto vivendo, io volevo esattamente questa vita qui”.
L’ultima pagina è stata affidata come da liturgia a Sogni appesi — manifesto, promessa, sigillo. Poi la corsa liberatoria su ogni centimetro del palco, la band presentata uno per uno, il gesto storico con cui consegna se stesso al pubblico, le braccia aperte, la caduta nell’infinito della passerella. E il cielo di Roma Tor Vergata illuminato a giorno da uno dei più grandi spettacoli pirotecnici mai visti in un concerto italiano.
“Non smettete mai di credere nelle favole”. La storia è scritta.
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I numeri di una carriera
Ultimo, classe 1996, ha compiuto trent’anni a gennaio. A quell’età conta già 42 stadi all’attivo, oltre 2 milioni di biglietti venduti in carriera, 6 album di inediti, 2 live album, 85 dischi di platino, 20 dischi d’oro e oltre 3,5 miliardi di stream su Spotify. Al Circo Massimo, dieci volte allo Stadio Olimpico di Roma, e ora il record assoluto di Tor Vergata. Un percorso che non ha paragoni nel panorama della musica italiana contemporanea.
Ultimo 2026 – La Favola per Sempre è stato prodotto e organizzato da Vivo Concerti, in collaborazione con l’Università di Roma Tor Vergata, Roma Capitale e il sindaco Roberto Gualtieri.

I complimenti di Vasco Rossi
Il risultato di Ultimo entra nella storia. Vasco Rossi è stato uno dei primi a complimentarsi pubblicamente con Niccolò per un risultato assolutamente straordinario.
Se Vasco Rossi resta di gran lunga il cantante italiano con il record in fatto di numero di stadi e di concerti all’aperto e per il numero di persone paganti in una carriera che ormai sfiora i sessant’anni, Ultimo è riuscito a battere un record che sembrava impossibile: 250mila persone paganti. È un record assoluto quasi a livello mondiale. Solo il cantautore croato Marko Petkovic, ha fatto di meglio, a Zagabria con 450mila presenze: paganti di un biglietto di valore simbolico e molto inferiore. Chi ha raggruppato più persone – da Simon e Garfunkel a Central Park, 500mila spettatori o Rod Stewart (3,5 milioni di presenze) piuttosto che Michael Jackson o Madonna a Copacabana, lo ha fatto con eventi gratuiti.
La scaletta di Ultimo a Tor Vergata
Pianeti
Il capolavoro
Sono pazzo di te
Lunedì
Ovunque tu sia
Bella davvero
Rondini al guinzaglio
Cascare nei tuoi occhi
Romantica
La stella più fragile dell’universo
Colpa delle favole
I tuoi particolari
Il ballo delle incertezze
L’eternità con Fabrizio Moro
Fateme cantà
Stasera
Poesia senza veli
Solo
Equilibrio mentale
Medley acustico
L’ultima poesia
Tutto questo sei tu
Nuvole in testa
Domenica
Ti va di stare bene
Quei due innamorati
Amati sempre
Acquario
Vieni nel mio cuore
Ipocondria
Quando dorme la città
Buongiorno vita
Giusy
Piccola stella
Medley
Questa insensata voglia di te
Buon viaggio
Alba
Quel filo che ci unisce
Ti dedico il silenzio
22 settembre
Altrove
Sogni appesi


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