HomeMusicaTupac Shakur, Duane "Keffe D" Davis condannato a 40 anni all'ergastolo: la...

Tupac Shakur, Duane “Keffe D” Davis condannato a 40 anni all’ergastolo: la sentenza trent’anni dopo l’omicidio

Duane "Keffe D" Davis è stato condannato a Las Vegas a una pena da 40 anni all'ergastolo per l'omicidio di Tupac Shakur. Cosa ha deciso la giudice, cosa hanno detto accusa e difesa e che cosa resta del caso, trent'anni dopo.

Tupac Shakur condanna Duane Davis – Duane “Keffe D” Davis, 63 anni, è stato condannato a Las Vegas a una pena da 40 anni all’ergastolo per l’omicidio di Tupac Shakur, ucciso il 7 settembre 1996. La condanna è stata pronunciata dalla giudice Carli Kierny e arriva dopo il verdetto di colpevolezza dello scorso agosto. Davis è l’unica persona mai incriminata per la morte del rapper, che a distanza di trent’anni aveva lasciato il caso senza un responsabile giudiziario.

La sentenza di Las Vegas

Duande Davis era stato giudicato colpevole di omicidio di primo grado con uso di un’arma letale. Dopo nove giorni di testimonianze, la giuria aveva deliberato in poco meno di tre ore. L’accusa contestava anche l’aggravante di aver agito a favore di un’organizzazione criminale, ma ha chiesto di far cadere questa parte dell’imputazione. Alla lettura della sentenza Davis ha chiesto la restituzione degli oggetti sequestrati nella sua abitazione, tra cui le fotografie, e alla domanda se avesse altro da dire ha risposto: “No, va bene così”. Gli è stato riconosciuto il periodo già trascorso in carcere che verrà scalato dalla sua condanna definitiva.

Il pubblico ministero Marc DiGiacomo aveva chiesto la pena massima, l’ergastolo, sostenendo che Davis, in ogni caso, sarà destinato a morire in carcere. Il pubblico ministero Binu Palal ha ricordato che per la famiglia Shakur il rapper era “un fratello, un figlio, un cugino, una persona amata strappata a loro trent’anni fa”. Hanno parlato in aula anche il fratello di Tupac, Maurice “Mopreme” Shakur, e la sorella Sekyiwa “Set” Shakur. Palal ha aggiunto che i parenti hanno dovuto sopportare anni in cui Davis si vantava di aver ucciso una persona che amavano senza nessuna conseguenza giudiziaria. Ci sono voluti trent’anni…

Cosa sosteneva l’accusa e cosa la difesa

Secondo l’accusa, Davis aveva organizzato l’agguato per vendicare il nipote Orlando “Baby Lane” Anderson, picchiato poche ore prima dall’entourage di Tupac. I pubblici ministeri hanno parlato di una vera e propria caccia a Shakur e a Marion “Suge” Knight, cofondatore della Death Row Records, che era in auto con il rapper e fu ferito nella sparatoria. La rivalità tra la South Side Compton Crips e la Mob Piru, secondo la ricostruzione, aveva fatto da sfondo all’episodio, con Davis avrebbe fornito l’arma. La Cadillac bianca, da cui partirono i colpi, era nota agli investigatori da anni ma le ricostruzioni sono state formalizzate solo due anni fa, per altro dopo che alcune delle persone coinvolte erano state uccise in altri fatti di sangue e regolamenti di conti.

La difesa, con l’avvocato Michael Sanft, ha sostenuto che a parte alcune dichiarazioni dello stesso Davis, che avevano cerca di smentire tentando di convincere la giuria che il loro assistito era semplicemente una persona animata da un grande ego,  non c’erano elementi a collocarlo a Las Vegas quella notte. Nessun filmato di sorveglianza, nessun tabulato telefonico, nessuna prova materiale. I suoi legali avevano descritto l’imputato come un fanfarone, un  uomo pronto a mentire e a dire qualsiasi cosa per interesse tra le quali scrivere un memoir – Compton Street Legend – in cui Davis raccontava il proprio ruolo nella vicenda. Sanft ha annunciato che presenterà ricorso, sostenendo che l’accusa abbia atteso troppo prima di portare il caso in tribunale.

Data Evento
7 settembre 1996 Tupac Shakur viene colpito a Las Vegas mentre è fermo a un semaforo
13 settembre 1996 Il rapper muore a 25 anni
2019 Davis racconta il proprio ruolo nel libro Compton Street Legend
2023 Davis viene arrestato
Agosto 2026 Verdetto di colpevolezza
13 ottobre 2026 Condanna a 40 anni all’ergastolo

 

Il caso, trent’anni dopo: gli altri nomi

Delle quattro persone che, secondo l’accusa, erano nella Cadillac, Davis era l’unico ancora in vita all’arresto del 2023. Il nipote Anderson, che nel racconto dell’imputato avrebbe sparato, è morto, e anche l’uomo che avrebbe procurato l’arma. In passato Davis aveva parlato con gli investigatori ed era stato protetto da un accordo con le forze dell’ordine, che gli aveva evitato un procedimento.

Durante il processo è stato citato anche Sean “Diddy” Combs. Alcuni testimoni hanno riferito che la sua etichetta, la Bad Boy Records, si serviva di membri della South Side Compton Crips per la sicurezza, e Davis ha sostenuto nel libro e in dichiarazioni pubbliche che Combs gli avesse offerto denaro per uccidere Shakur e Knight. Combs ha sempre negato qualsiasi coinvolgimento. Il procuratore della contea di Clark, Steve Wolfson, ha spiegato che l’ufficio non ritiene di avere prove sufficienti per incriminare altre persone, pur riservandosi di valutare nuove accuse se emergessero elementi nuovi.

Cosa cambia per la storia dell’hip hop

La sentenza chiude il capitolo giudiziario di uno dei casi irrisolti più discussi della musica americana, nato in un periodo in cui la rivalità fra la costa est e la costa ovest era al centro del racconto pubblico del rap.

Tupac aveva 25 anni, aveva già pubblicato album come Me Against the World e All Eyez on Me ed è ancora tra gli artisti più ascoltati e studiati del genere. La condanna di Davis non spegne però le domande sul mandante e sugli altri protagonisti, che restano aperte anche perché i testimoni diretti sono quasi tutti morti. Il ricorso annunciato dalla difesa, inoltre, può riaprire la discussione sul modo in cui il caso è stato portato a processo a quasi trent’anni dai fatti.

Federico l’Olandese Volante, ci lascia la voce che portò il rock nelle radio italiane

Freddie Jackson è morto a 70 anni: addio al crooner di Rock Me Tonight e You Are My Lady

RELATED ARTICLES
- Advertisment -

Most Popular

Recent Comments