Eva Marie Saint, morta a 102 anni – L’attrice che vinse l’Oscar al suo primo film per Fronte del porto, nel quale affiancò uno straordinario Marlon Brando per poi conquistare Hollywood accanto a Cary Grant in Intrigo internazionale di Alfred Hitchcock – è morta ieri a Los Angeles. Aveva 102 anni, compiuti il 4 luglio. L’attrice si è spenta per cause naturali nella sua casa, come ha comunicato un portavoce della famiglia.
Fino alla scomparsa era la più anziana vincitrice di un Premio Oscar ancora in vita, l’ultima testimone diretta di un cinema che ha attraversato l’età d’oro di Hollywood e che lei ha vissuto da protagonista per più di sette decenni, tra schermo, palcoscenico e televisione.
La sua carriera cinematografica è stata sorprendentemente sobria, una ventina di film in tutto, ma due titoli bastano a collocarla nella storia: il dramma portuale di Elia Kazan che nel 1954 la rese famosa e il thriller di Hitchcock del 1959 che ne fece un’icona di eleganza e ambiguità.
Chi era Eva Marie Saint: da Newark a Broadway
Eva Marie Saint era nata a Newark, nel New Jersey, il 4 luglio 1924, ed era cresciuta nei dintorni di Albany, nello stato di New York. Prima del cinema c’erano state la radio, dove aveva iniziato come attrice a New York, e il teatro. Nel 1948 aveva cominciato a frequentare l’Actors Studio, la scuola del metodo che avrebbe plasmato il suo modo di recitare, fatto di sottrazione e di emozioni trattenute.
A Broadway la notò Elia Kazan, che nel 1954 le affidò il ruolo destinato a cambiarle la vita. Nello stesso anno il Theatre World Award aveva già premiato il suo lavoro sul palcoscenico.
Eva Marie Saint, Fronte del porto: l’Oscar al debutto
In Fronte del porto Eva Marie Saint interpretava Edie Doyle, la giovane sorella di un portuale ucciso che spinge Terry Malloy, il personaggio di Marlon Brando, a rompere il silenzio e a prendere posizione. Era il suo primo lungometraggio e non si trattava di una parte di contorno: la fermezza schiva di Edie e la scena in cui invita Terry ad andarsene pur ammettendo di amarlo restano tra i momenti più riconoscibili del cinema americano del dopoguerra.
Nel 1955 arrivò l’Oscar come migliore attrice non protagonista, mentre Brando vinceva quello da protagonista. Una statuetta conquistata al primo film, che la consacrò tra i nuovi volti del cinema americano.

Intrigo internazionale, Exodus e gli anni d’oro
Alfred Hitchcock la scelse tra molte candidate per Eve Kendall, la donna elegante e imperscrutabile di Intrigo internazionale: una spia con una doppia vita che si innamora del pubblicitario interpretato da Cary Grant, al fianco di James Mason. Fu una scelta controcorrente, perché dopo gli anni dei ruoli fragili e virginali il regista le chiese di diventare una femme fatale. Il film, uscito nel 1959, è diventato uno dei capisaldi del thriller e ha influenzato per decenni il cinema di spionaggio, e Eve resta uno dei personaggi più ricordati della sua filmografia.
Gli anni successivi l’hanno portata su titoli molto diversi: A Hatful of Rain, nel 1957, che le valse nomination al Golden Globe e al BAFTA, Raintree County, Exodus di Otto Preminger nel 1960, dove interpretava Kitty Fremont, The Sandpiper di Vincente Minnelli, la commedia della Guerra fredda The Russians Are Coming! The Russians Are Coming! e Grand Prix, accanto a James Garner, entrambi del 1966.
La televisione, l’Emmy e le ultime apparizioni
Dopo il 1966 il suo lavoro si è spostato soprattutto sul piccolo schermo. Nel 1990 ha vinto l’Emmy come migliore attrice non protagonista in una miniserie o in un film tv per People Like Us, tratta da un romanzo di Dominick Dunne. Il cinema l’ha ritrovata nel nuovo secolo con Because of Winn-Dixie e con Don’t Come Knocking di Wim Wenders, entrambi del 2005, e soprattutto con Superman Returns nel 2006, dove è stata Martha Kent, la madre adottiva dell’Uomo d’acciaio. Nel 2014 era ancora sul grande schermo con Winter’s Tale e tra il 2012 e il 2014 ha prestato la voce a un personaggio della serie animata The Legend of Korra.
Nel 2018, a 93 anni, è tornata sul palco degli Oscar per consegnare il premio per i migliori costumi, andato a Il filo nascosto: un ultimo applauso dell’industria che l’aveva consacrata oltre sessant’anni prima.
I ruoli per cui verrà ricordata
Se si guarda l’intera carriera, restano quattro nomi di personaggi: Edie Doyle nel 1954, Eve Kendall nel 1959, Kitty Fremont nel 1960 e Martha Kent nel 2006. Dicono molto di una recitazione che ha sempre privilegiato i personaggi che sembrano fragili ma nascondono una forza notevole, e di una carriera in cui la qualità ha contato più della quantità.
La vita privata
Nel 1951 Eva Marie Saint aveva sposato il regista e produttore televisivo Jeffrey Hayden, al quale è rimasta legata fino alla morte di lui nel 2016. Lascia i figli Darrell e Laurette, quattro nipoti e due pronipoti. Si era trasferita a Los Angeles nel 1956 e lì ha vissuto fino alla fine. Per anni ha sostenuto il Motion Picture & Television Fund e la Epilepsy Foundation of Los Angeles.
La parabola di Eva Marie Saint racconta una Hollywood in cui il talento non coincideva con il numero dei film: venti titoli in sei decenni, e almeno due che nessuna storia del cinema può ignorare. Kazan ne fece il volto dell’integrità morale, Hitchcock quello del dubbio e della seduzione, e lei seppe tenere insieme i due registri senza mai alzare la voce. È forse questo, più dei premi, il motivo per cui Edie ed Eve continuano a funzionare anche per chi le scopre oggi: due donne che sembrano fragili e finiscono per decidere tutto.


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