Phil Collins, la Hall of Fame, i Genesis e non solo – Phil Collins torna a parlare delle sue drammatiche condizioni di salute. Ma si toglie anche qualche sassolino dalla scarpa in particolare con gli Oasis. E lo fa con una battuta sui Beatles: “Se dovessi scegliere, preferirei ancora ascoltare direttamente la band di Liverpool ma solo perché la musica dei fratelli Gallagher mi ricorda troppo quello da cui deriva. Dunque, in questo caso, meglio andare alla fonte”.
Il leggendario batterista, costretto al ritiro dalle scene a causa di un problema neurologico alla schiena, lo ha ribadito nella lunga intervista a Piers Morgan Uncensored, nella quale l’ex batterista e cantante dei Genesis, 75 anni, ha parlato soprattutto dei problemi di salute che lo hanno allontanato dalla batteria e dal palco.
La frecciata agli Oasis è il passaggio più citato, ma non è il più importante dell’intervista. Collins ha raccontato il ricovero del 2024, il suo drammatico rapporto con l’alcol, la pace fatta con Paul McCartney dopo ventiquattro anni di gelo dopo una lite clamorosa nei primi anni Duemila e il momento che sta attraversando ora la sua carriera, con il suo attesissimo ingresso nella Rock and Roll Hall of Fame come solista. Una cerimonia che mette nello stesso elenco, proprio quest’anno, anche gli Oasis, che erano attesi da anni a questo grande riconoscimento.
“Preferisco i Beatles”: la battuta di Phil Collins sugli Oasis
Sugli Oasis Collins non si è dilungato. Ha spiegato che, quando ascolta la band dei Gallagher, ritrova il gruppo di Liverpool, e che a quel punto gli sembra più naturale andare alla fonte. È una risposta breve, che somiglia a una presa di distanza più che a un attacco, ma in un contesto in cui il confronto con i Beatles è da sempre il punto debole e insieme la forza degli Oasis, la battuta ha fatto rumore. Anche perché i rapporti tra Phil Collins e i Beatles, e in particolare con Paul McCartney, non sono mai stati idilliaci.
Collins ha poi aggiunto di non pensare agli Oasis più di quanto, secondo un aneddoto che si attribuisce a Mick Jagger, quest’ultimo pensasse agli U2: alla domanda su cosa ne pensasse, ha risposto… “Non ci penso affatto”.
Il ricovero del 2024: “Stavo morendo”
Il tono cambia quando l’intervista passa alla salute. Collins ha ricordato che nel 2024 era stato ricoverato in condizioni gravissime dopo anni segnati dall’abuso di alcol: i reni e altri organi avevano iniziato a cedere e la famiglia era stata avvertita che la situazione poteva precipitare. I suoi cinque figli erano stati chiamati a raccolta: un pessimo segnale… “Pensavano non ce l’avrei fatta, non ricordo molto ma ho capito che la situazione stava precipitando quando tutte le persone a me più care sono venute in ospedale forse nel timore di non rivedermi”.
Perché Phil Collins non riesce più a suonare la batteria
Le difficoltà motorie di Collins dipendono dai danni ai nervi e alla colonna cervicale, aggravati nel tempo da diversi interventi e da molti problemi alle ginocchia. Nell’ultimo tour dei Genesis la batteria era stata affidata al figlio Nic, mentre lui si limitava alla voce, restando seduto al centro del palco. Nicholas, batterista per altro dotatissimo, se l’era cavata alla grande e da qualche tempo suona la batteria anche con i Mike and the Mechanics, la band di Mike Rutherford che ha appena annunciato un nuovo tour nel Regno Unito e in Europa. Purtroppo, almeno per ora, non in Italia.
Per un artista che, prima di diventare uno dei cantanti più famosi al mondo, era stato uno dei batteristi più riconoscibili della sua generazione, rinunciare allo strumento resta uno degli aspetti più dolorosi del percorso recente.
La pace con McCartney dopo ventiquattro anni
Nella stessa intervista Phil Collins ha chiuso anche un conto più vecchio. La rottura con Paul McCartney risaliva al 2002, al concerto del Giubileo d’oro della regina Elisabetta, dove Collins, che suonava la batteria, aveva chiesto a McCartney di firmare una biografia dei Beatles trovando il suo atteggiamento condiscendente. Dopo una intervista al Sunday Times in cui Collins aveva raccontato l’episodio, McCartney gli aveva scritto una email, a cui non era arrivata risposta. I due di fatto per uno screzio non si sono poarlati per un quarto di secolo.
La riconciliazione, ha raccontato, è arrivata mesi dopo, durante una telefonata legata a un’asta benefica. Collins si è scusato e Macca ha chiuso l’incidente.
Famiglia, rimpianti e una nuova fase
Collins ha parlato anche dei suoi tre matrimoni e dei cinque figli, riconoscendo gli errori fatti negli anni in cui tournée e lavoro occupavano quasi tutto il suo tempo e sottolineando il valore dei rapporti familiari ritrovati.
La Rock and Roll Hall of Fame: la cerimonia del 14 novembre
La nuova stagione celebrativa ha una data. La cerimonia della Rock and Roll Hall of Fame 2026 si terrà sabato 14 novembre al Peacock Theater di Los Angeles, con la registrazione in onda a dicembre su ABC e Disney+. Collins era già stato inserito nel 2010 insieme ai Genesis ma quest’anno entra come artista solista, nella stessa classe di Oasis, Iron Maiden, Billy Idol, Joy Division e New Order, Sade, Luther Vandross e Wu-Tang Clan. Collins ha inciso da solista otto album inediti, due live e quattro raccolte vendendo quasi 200 milioni di dischi vincendo anche otto Grammy e un Oscar per la colonna sonora di Tarzan con You’ll be in my heart.
Per gli Oasis è la terza candidatura in tre anni dopo quelle del 2024 e del 2025. Liam Gallagher ha ringraziato chi ha votato definendo l’onore “a real honour”, nonostante in passato avesse criticato la Hall in modo molto duro. La coincidenza dà alla frecciata di Collins un sapore particolare: due mondi lontani nello stile e nell’età finiscono nello stesso elenco, a poche settimane dalla stessa serata.
Perché vale la pena
Perché l’intervista racconta due cose che di solito stanno separate: la battuta di costume, che fa titolo, e la fragilità di un artista che ha rinunciato a ciò che lo ha reso famoso. La seconda è la notizia vera.
La lettura più utile per i lettori è guardare avanti a novembre. Con la cerimonia del 14 novembre, Collins, gli Oasis e gli Iron Maiden finiranno nello stesso racconto televisivo di dicembre. È facile prevedere che la battuta sui Beatles tornerà in circolazione, e che la parte più umana dell’intervista, quella sulla salute, resterà l’immagine di Collins in questa fase della carriera.

Steve Hackett e Mike and the Mechanics in tour
I Genesis hanno tenuto il loro ultimo show nel 2022 ma la loro musica oltre che con numerose tribute band risuona con l’ex chitarrista Steve Hackett, ancora attivissimo e spesso nel nostro paese, e con Mike and the Mechanics che offrono sempre almeno un paio di brani del repertorio della band.
Steve Hackett sarà a breve in Italia per quattro date. Il tour si chiama “Best Of Genesis & Solo Gems”.
12 novembre: Torino, Teatro Colosseo
13 novembre: Legnano (Milano), Teatro Galleria
14 novembre: Bassano del Grappa, Palaubroker
16 novembre: Firenze, Teatro Cartiere Carrara
17 novembre: Roma, Teatro Brancaccio
Queste le prossime date del tour di Mike and the Mechanics in Europa
Regno Unito (12 date)
8 maggio: Harrogate, Convention Centre
10 maggio: Birmingham, Symphony Hall
11 maggio: Swansea, Building Society Arena
12 maggio: Bath, Forum
7 giugno: Londra, Royal Albert Hall
8 giugno: Portsmouth, Guildhall
10 giugno: Glasgow, Royal Concert Hall
11 giugno: Manchester, Bridgewater Hall
13 giugno: Gateshead, The Glasshouse
14 giugno: Sheffield, City Hall
16 giugno: Liverpool, Philharmonic Hall
17 giugno: Brighton, Dome
Germania (14 date)
14 maggio: Francoforte, Jahrhunderthalle
16 maggio: Amburgo, CCH1
17 maggio: Brema, Metropol Theater
19 maggio: Hannover, Kuppelsaal
20 maggio: Stoccarda, Liederhalle (Hegelsaal)
21 maggio: Norimberga, Meistersingerhalle
24 maggio: Monaco di Baviera, Isarphilharmonie
26 maggio: Lipsia, Haus Auensee
27 maggio: Rostock, Stadthalle
29 maggio: Berlino, Tempodrom
31 maggio: Cottbus, Stadthalle
1 giugno: Chemnitz, Stadthalle
3 giugno: Düsseldorf, Mitsubishi Electric Halle
4 giugno: Dortmund, Konzerthaus
Austria (1 data)
23 maggio: Vienna, Gasometer
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