Federico l’Olandese Volante è volato via – È morto a 76 anni Federico l’Olandese Volante, nome d’arte di Frederik Matthijs Van Stegeren, tra le voci più riconoscibili della radio italiana. La notizia è stata data venerdì 9 ottobre 2026, dopo il ricovero in terapia intensiva all’ospedale di Monopoli, in Puglia. Il ricovero era stato reso noto sui social da Fernando Proce, suo amico personale e per lungo tempo suo collega a RTL 102.5, su richiesta della famiglia.
RTL 102.5, l’emittente con cui il dj ha legato buona parte del suo percorso negli anni più recenti, ha annunciato la scomparsa con un messaggio di cordoglio alla famiglia e ai suoi cari, ricordandolo come una figura quasi leggendaria che “ha lasciato la sua impronta profonda nell’etere”. Tra i primi a ricordarlo c’è stato Carlo Conti, che ha sottolineato il suo ruolo per i giovani italiani e per i pionieri delle radio libere.
Chi era Federico l’Olandese Volante
Nato a Deventer, nei Paesi Bassi, il 19 aprile 1950, Federico si iscrisse nel 1969 alla facoltà di Architettura dell’Università di Amsterdam, senza tuttavia arrivare alla laurea: perché la musica, e in particolare la musica rock, ebbe la meglio.
Esordì a Radio Veronica, storica emittente pirata che trasmetteva da una nave in acque extraterritoriali. Dei tempi avventurosi e pionieristici di Radio Veronica Federico parlava spesso con racconti che sarebbero poi diventati realtà con la realizzazione del film Radio Rock dove il suo ruolo sarebbe stato interpretato nientemeno che da Philip Seymour Hoffman.
Radio Veronica fu un caso clamoroso e singolare: la società editrice della radio era olandese, ma il battello – posizionato strategicamente in acque internazionali – trasmetteva in lingua inglese H24 per tutto il Nord Europa ed ebbe un enorme successo nel Regno Unito. I DJ registravano ore e ore di programmi su bobine che poi venivano irradiate dalla barca che ospitava solo alcuni DJ che andavano in onda in diretta con notiziari e programmi live.
Il successo delle radio libere, inizialmente proprio per questo definite pirata, perché trasmettevano senza permessi e senza licenze, fu travolgente. Era un modo gratuito, libero e gratuito di ascoltare musica: ma soprattutto quelle radio inaugurarono un nuovo linguaggio che in poco tempo avrebbe fatto breccia in tutta Europa.
Spegnete Radio Veronica
Il governo britannico le dichiarò guerra fin dalla fine degli anni 60 soprattutto per tutelare la BBC e per combattere la diffusione di dischi – su tutti quelli dei Beatles, degli The Who e dei Rolling Stones che la rete britannica aveva messo al bando. Radio Veronica trasmise da acque internazionali inviando il suo segnale in onde medie da un grande traliccio montato sui due storici battelli, la nave faro tedesca Borkum Riff e la Nordeney, nave dalla quale Freddy The Flying Duchtman trasmise per diversi anni fino al suo spegnimento definitivo, avvenuto nel 1974.
Il soprannome che l’avrebbe accompagnato per tutta la carriera gli fu attribuito da Noel Coutisson, direttore artistico della stazione.
In Italia il suo nome si affermò a Radio Monte Carlo, dove condusse il “Federico Show”, qui lavorò anche come dj al Jimmy’z, il locale più alla moda del Principato. Nel 1977 passò a Rai Radio 2 con “A tutte le radioline”, programma che ebbe vita breve ma che gli diede grane popolarità: Freddy di fatto fu uno dei primissimi DJ ad avere una visibilità e una riconoscibilità molto evidente.
Gli anni a Radio 105 e RTL 102.5
Il percorso proseguì a Radio 105, dove rimase per circa dodici anni diventando uno dei personaggi più in vista e popolari della radiofonia italiana, e poi a RTL 102.5, di cui fu la voce del pomeriggio fino agli anni 2000 conducendo The Flight, uno dei programmi storicamente di maggiore successo.
Pubblicò una biografia molto apprezzata, Radio Files, una serie di racconti e aneddoti sulla sua attività radiofonica, e poi ancora Il Principato. Storie di Radio e di rock and roll seguito nel 2019 da un altro libro di narrativa, Il Cartello Olandese. Da RTL passò a 101, voluto da Mediaset che aveva appena comperato l’emittente.
Il suo stile, costruito sull’impostazione anglosassone, con poche parole e molta musica e frasi in slang entusiastico e una voce inconfondibile, ha contribuito a far entrare il rock nei palinsesti delle radio italiane. È il motivo per cui il suo nome è rimasto associato a più generazioni di ascoltatori, anche dopo la fine della stagione delle radio libere.
Dal 2015 a Radio Norba, poi il ritiro
Dal 2015 Federico lavorò a Radio Norba, dove collaborò anche a “Battiti”, il programma estivo trasmesso su Canale 5. Alla fine del 2024 annunciò di voler “attaccare le cuffie al chiodo” e il trasferimento in Tunisia, con l’idea di continuare a lavorare a distanza.
Il ritiro non fu però definitivo. Nel gennaio 2025 tornò su RTL 102.5 come ospite di una puntata speciale di “The Flight”, e in seguito condusse un programma rock su Radiofreccia, sempre estensione del gruppo radiofonico di RTL.
Il ricordo
La scomparsa di Federico chiude la storia avveniristica e leggendaria di un DJ che aveva attraversato tre fasi della radio italiana: le prime emittenti libere, l’epoca delle grandi reti nazionali private e gli anni più recenti del digitale.
Il tutto senza mai perdere quella riconoscibilità e quell’entusiasmo che avrebbe contagiato milioni di radioascoltatori, convincendo decine e decine di ragazzi a seguire le sue stesse orme e garantendo un posto e un ruolo a emittenti che molto faticosamente, anche grazie a lui, oggi possono offrire al proprio pubblico in palinsesto completamente devoto alla musica rock.


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