È stata ufficializzata oggi la scomparsa di Ross “The Boss” Friedman, morto all’età di 72 anni. La notizia della morte del chitarrista, figura storica della scena metal internazionale, è stata confermata dal Metal Hall of Fame attraverso un comunicato ufficiale.
La morte di Ross The Boss Friedman
Nel messaggio diffuso sui social, l’organizzazione ha ricordato Friedman come “una forza pionieristica nel punk e nell’heavy metal”, sottolineando il suo ruolo centrale nella storia di band come i The Dictators e soprattutto i Manowar. Il chitarrista è stato descritto come un musicista dal suono inconfondibile e dallo spirito “senza compromessi”, capace di influenzare intere generazioni.
La notizia arriva a poche settimane dalla ufficializzazione della grave malattia che lo aveva ridotto in pessime condizioni, incapace di suonare e di muoversi autonomamente, una comunicazione pubblica che aveva colpito profondamente i fan.
La malattia e gli ultimi mesi
Era solo il febbraio scorso quando Friedman aveva rivelato di essere affetto da SLA, la sclerosi laterale amiotrofica, una malattia neurodegenerativa che colpisce il sistema nervoso e porta progressivamente alla perdita del controllo muscolare.
Il chitarrista aveva raccontato l’insorgere dei primi sintomi, inizialmente interpretati come conseguenze di piccoli episodi ischemici. Tuttavia, il peggioramento della forza nelle mani e nelle gambe aveva portato alla diagnosi definitiva.
“È difficile sapere cosa ci aspetta, e mi distrugge non poter più suonare la chitarra”, aveva dichiarato. “Ma l’affetto ricevuto è stato incredibile”.
Il Metal Hall of Fame ha sottolineato come Friedman abbia affrontato la malattia “con lo stesso coraggio e la stessa onestà che hanno definito tutta la sua vita”.
Una carriera tra punk e heavy metal
Ross “The Boss” Friedman è stato uno dei protagonisti della scena rock tra gli anni Settanta e Ottanta. Cofondatore dei The Dictators, gruppo considerato tra i pionieri del proto-punk, ha poi raggiunto la notorietà internazionale con i Manowar.
Entrato nella band nel 1980, ha partecipato alla realizzazione di sei album, tra cui Kings of Metal, prima di lasciare il gruppo nel 1988. Il suo stile chitarristico, diretto e potente, ha contribuito a definire l’identità sonora della band.
Negli ultimi anni aveva continuato a esibirsi con i The Dictators, restando attivo fino a poco tempo prima dell’aggravarsi delle condizioni di salute.
L’eredità musicale di Ross Friedman
La morte di Ross “The Boss” Friedman lascia un segno profondo nel mondo della musica. Il suo contributo, dalla scena punk delle origini fino all’epica del metal, è considerato fondamentale per lo sviluppo di due generi distinti ma spesso intrecciati.
“Il suo impatto sulla musica è incalcolabile”, si legge nel comunicato del Metal Hall of Fame. “La sua eredità continuerà a vivere attraverso la sua musica e l’influenza che ha esercitato su artisti e fan in tutto il mondo”.

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