Emmy Awards, tutti i vincitori – La 78esima edizione degli Emmy Awards ha consegnato agli archivi una fotografia molto netta della televisione americana: le piattaforme continuano a moltiplicarsi, ma le serie capaci di imporsi diventano fenomeni compatti, in grado di dominare intere categorie. Alla cerimonia del 14 settembre al Peacock Theater di Los Angeles, Widow’s Bay ha conquistato il premio per la miglior commedia mentre The Pitt si è confermata miglior serie drammatica.
La serata, condotta da Mariska Hargitay – l’attrice resa famosissima dalla serie Law and Order Special Victims Unit e trasmessa negli Stati Uniti da NBC e Peacock, ha raccolto ben diciannove premi durante la diretta principale. I riconoscimenti tecnici e creativi erano già stati assegnati nelle due serate del 5 e 6 settembre. Sommando l’intero programma, Widow’s Bay ha raggiunto quota quattordici vittorie, nuovo record per una commedia in una singola edizione.
The Pitt resta il riferimento del drama
The Pitt ha vinto come miglior serie drammatica per il secondo anno consecutivo. Noah Wyle ha ottenuto il premio come miglior attore protagonista, confermando la forza di un’interpretazione che ha riportato il medical drama al centro della conversazione contemporanea. Il successo non è soltanto nostalgia per un genere televisivo familiare: la serie ha costruito tensione, ritmo e profondità emotiva senza perdere immediatezza.
Rhea Seehorn ha vinto come miglior attrice protagonista per Pluribus, mentre i premi per i ruoli non protagonisti nel drama sono andati a Tom Pelphrey per Task e Allison Janney per The Diplomat. Per Janney è l’ottavo Emmy della carriera, un risultato che la colloca nel gruppo più ristretto e prestigioso degli interpreti premiati dalla Television Academy.
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Widow’s Bay riscrive la categoria comedy
Ma, come detto, la vera dominatrice dell’edizione è stata Widow’s Bay. Oltre al riconoscimento come miglior serie comedy, ha vinto per la regia di Saul Metzstein, per la sceneggiatura di Katie Dippold e nelle categorie riservate agli interpreti non protagonisti con Stephen Root e Kate O’Flynn. Matthew Rhys ha completato il quadro vincendo come miglior attore protagonista in una commedia.
Jean Smart ha risposto con un altro risultato storico: il quinto Emmy consecutivo come protagonista di Hacks. È la prima donna premiata per ogni stagione di una stessa serie e ha raggiunto quota otto statuette complessive come interprete. Il dato racconta la longevità di un personaggio, Deborah Vance, diventato inseparabile dalla sua attrice.

La doppietta di Matthew Rhys
Dal canto suo Matthew Rhys non si è fermato alla commedia. Ha vinto anche come miglior protagonista di una miniserie o film televisivo grazie a The Beast in Me. La doppietta nella stessa serata è il risultato individuale più sorprendente: due personaggi, due registri e due categorie diverse, riuniti dalla capacità dell’attore gallese di alternare ironia, ambiguità e minaccia.
La miglior miniserie è risultata DTF St. Louis. Sally Field ha ricevuto il premio come miglior attrice protagonista per Remarkably Bright Creatures, accompagnata da una standing ovation. In una carriera lunga oltre sessant’anni, il riconoscimento ha assunto il tono di un omaggio senza trasformarsi in un premio puramente celebrativo.
Reality varietà e animazione
The Traitors ha vinto come miglior reality competitivo, confermando la capacità del format di unire meccanismi da gioco, racconto seriale e costruzione dei personaggi. The Late Show with Stephen Colbert si è imposto tra i programmi di varietà, mentre South Park ha ottenuto l’ennesimo riconoscimento per un prodotto di animazione. Il Super Bowl Halftime Show di Bad Bunny ha vinto come miglior speciale di varietà dal vivo.
La cerimonia ha utilizzato anche la memoria televisiva come elemento narrativo. Sarah Michelle Gellar e David Boreanaz hanno celebrato i trent’anni di Buffy, mentre Kate Jackson, Cheryl Ladd e Jaclyn Smith hanno ricordato il cinquantesimo anniversario di Charlie’s Angels, e in particolare il primo angelo biondo, la splendida Farrah Fawcett, stroncata da un male incurabile alcuni anni fa. Sono stati momenti pensati per collegare la televisione contemporanea alla sua storia popolare.
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Michael J Fox e il valore oltre lo spettacolo
Michael J. Fox ha ricevuto il Bob Hope Humanitarian Award per il lavoro svolto nella ricerca sulla malattia di Parkinson. Il riconoscimento, consegnato da Julianna Margulies, ha rappresentato il momento più apertamente civile della serata. Fox ha trasformato la propria diagnosi in un impegno pubblico e scientifico che ha raccolto fondi e cambiato la percezione della malattia.
L’In Memoriam, accompagnato da Noah Kahan, ha ricordato i protagonisti scomparsi durante l’anno. Un tributo particolare è stato dedicato a Dolly Parton, scomparsa pochi giorni fa, con una performance di Reba McEntire. Tra record, premi e reunion, gli Emmy 2026 hanno finito per raccontare la televisione come un archivio vivo: capace di produrre nuovi fenomeni senza recidere il legame con chi ne ha costruito il linguaggio.
Emmy Awards – I principali vincitori, in sintesi
Miglior drama: The Pitt.
Miglior commedia: Widow’s Bay.
Miglior miniserie: DTF St. Louis.
Attori protagonisti drama: Noah Wyle e Rhea Seehorn.
Attori protagonisti comedy: Matthew Rhys e Jean Smart.
Protagonisti miniserie o film TV: Matthew Rhys e Sally Field.
Non protagonisti drama: Tom Pelphrey e Allison Janney.
Non protagonisti comedy: Stephen Root e Kate O’Flynn.
Miglior reality competitivo: The Traitors.

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