Gianni Cazzola, 88 anni, è morto all’improvviso facendo la cosa che amava fare di più: suonare la sua batteria. Il musicista ha subito un malore durante una jam sul palco del Gemia Swing Club di Busto Arsizio, in provincia di Varese, dove spesso si riuniva insieme ad amici e colleghi.
Con lui il jazz italiano perde una delle sue voci più autorevoli e storiche. Gianni Cazzola, batterista di lungo corso si è accasciato durante una serata di live sabato sera. Oggi pomeriggio nella sua Busto Arsizio i funerali.
Gianni Cazzola, malore sul palco, soccorsi inutili
Stando alla ricostruzione, l’allarme è scattato immediatamente durante il live, con il pubblico presente al Gemia Swing Club che ha assistito impotente al malore del musicista.
Sul posto sono intervenuti con ambulanza e automedica i sanitari del 118, giunti poco prima della mezzanotte, che hanno prestato le prime cure a Cazzola prima di disporne il trasporto d’urgenza in ospedale. La corsa contro il tempo si è però rivelata inutile: per il batterista non c’è stato nulla da fare ed è deceduto poco dopo il ricovero.
Una carriera iniziata a fine anni Cinquanta
Nato nel 1938 a San Giovanni in Persiceto, comune del Bolognese, Gianni Cazzola viveva a Busto Arsizio dal 1964, città che negli ultimi decenni era diventata la sua seconda casa e il palcoscenico di innumerevoli serate dal vivo. Il Gemia era un po’ la sua seconda casa: il club offriva spesso la possibilità a fan e non professionisti di suonare insieme ai musicisti del locale e una jam session con lui era un’occasione che non aveva prezzo.
Cazzola aveva iniziato a suonare la batteria fin da bambino, per poi intraprendere la carriera professionale sul finire degli anni Cinquanta al fianco del chitarrista Franco Cerri. Da quel momento la sua ascesa nel panorama jazzistico italiano fu rapida: Cazzola arrivò a collaborare nel corso dei decenni con alcuni dei nomi più importanti della scena internazionale, tra cui Billie Holiday e Chet Baker, guadagnandosi la reputazione di uno dei batteristi più apprezzati e rispettati del jazz nostrano. La sua specialità era lo swing, un genere che aveva sempre amato e diffuso con grandissima passione.
Rimasto fino all’ultimo un punto di riferimento imprescindibile per gli appassionati e per i colleghi musicisti, Cazzola non aveva mai smesso di esibirsi dal vivo, portando avanti un’attività concertistica intensa anche in età avanzata. Lo scorso 9 maggio aveva addirittura festeggiato il suo 88esimo compleanno sempre sul palco del Gemia Swing Club di Busto Arsizio, lo stesso locale in cui, poco più di due mesi dopo, si è consumato il tragico epilogo della sua vita artistica: un destino che restituisce l’immagine di un musicista che ha scelto di vivere, fino all’ultimo respiro, nel luogo a lui più caro, quello del palco e della musica dal vivo.
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Il ricordo commosso di Tullio De Piscopo
A dare un saluto appassionato a Cazzola è stato l’amico e collega Tullio De Piscopo, che ha affidato ai social un messaggio carico di commozione, definendo la notizia “bastarda” per il dolore provocato. Il celebre percussionista napoletano ha ricordato un’amicizia nata nel 1965, quando Cazzola andava a trovarlo al Jolly Jocker di Bologna, il night club dove De Piscopo suonava tutte le sere fino a tarda notte: “Ricordo che arrivavi e si chiacchierava e suonava fino a tardissima notte, passeggiando per i portici di Bologna, la tua amicizia è stata impagabile. Grazie, e continua a portarmi un po’ del tuo swing anche da lassù…”
I funerali martedì 21 luglio
La camera ardente e le esequie di Gianni Cazzola si tengono oggi, martedì 21 luglio alle ore 14 nella chiesa parrocchiale di Sant’Edoardo a Busto Arsizio, città che il musicista aveva scelto come propria residenza per oltre sessant’anni e che negli ultimi decenni lo aveva accolto come una delle proprie figure culturali di riferimento.
Ci si attende una partecipazione ampia da parte della comunità musicale italiana, in un momento in cui il mondo del jazz nazionale si stringe attorno alla memoria di un artista che ha saputo attraversare quasi settant’anni di storia della musica dal vivo restando sempre fedele al proprio strumento e alla propria vocazione, fino all’ultima nota suonata sul palco che lo ha visto protagonista per l’ultima volta.
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Una vita spesa per il jazz e lo swing dal vivo
La scomparsa di Cazzola rappresenta una perdita significativa per la scena jazzistica italiana, che negli ultimi anni ha già dovuto salutare diversi protagonisti storici del genere. A differenza di molti colleghi che con l’avanzare dell’età avevano progressivamente ridotto la propria attività live, Cazzola aveva scelto di continuare a esibirsi regolarmente fino alla fine, mantenendo un legame strettissimo con il pubblico e con i piccoli club che da decenni costituiscono l’ossatura della scena jazz dal vivo in Italia.
Locali come il Gemia Swing Club di Busto Arsizio rappresentano infatti un tassello fondamentale per la tenuta di un genere musicale che vive soprattutto di esibizioni dal vivo in contesti raccolti, lontani dai grandi palasport e dalle arene, e che permette un rapporto diretto e quasi familiare tra musicisti e appassionati.

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