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Muse tornano in Italia a novembre: caccia al biglietto tra prezzi alti e bagarinaggio

I Muse tornano a Milano il 20 e 21 novembre 2026 con il The Wow! Signal Europa Tour: vendite da record, polemiche sui prezzi e il rischio bagarinaggio sui biglietti.

A distanza di dieci anni dal loro ultimo tour indoor, ma forti del successo ottenuto nel corso degli ultimi tour negli stadi, i Muse tornano in Italia con due date all’Unipol Dome di Milano (Santa Giulia), in programma venerdì 20 e sabato 21 novembre 2026, nell’ambito del The Wow! Signal Europa Tour, legato al decimo album in studio del gruppo, The Wow! Signal, in uscita proprio in questi giorni.

Muse, il nuovo disco

Il titolo prende ispirazione dal celebre segnale radio di 72 secondi captato nel 1977 dalla costellazione del Sagittario e rimasto inspiegato fino a oggi, attorno al quale Matthew Bellamy, Dominic Howard e Chris Wolstenholme hanno costruito un concept album dedicato alla comunicazione extraterrestre. Tema che proprio in questi giorni sembra avere scatenato gli appassionati tra meme, video e ipotesi di un primo contatto, rilanciate anche dalla recente uscita del nuovo film di Steven Spielbergf Disclosure Day.

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Per i fan italiani si tratta del primo ritorno della band nelle arene indoor dopo il leggendario Drones World Tour del 2016, quando i Muse tennero sei concerti di fila all’allora Forum di Assago.

Le date e le finestre di vendita

La vendita dei biglietti si svolgerà su tre finestre distinte: la prevendita riservata a chi ha preordinato l’album sullo store Warner Music Italy e ai possessori di carta Mastercard, attiva dalle 10 di mercoledì 17 giugno; quella per gli iscritti al programma My Live Nation, partita il giorno successivo; e infine la vendita generale, aperta a tutti dalle 10 di venerdì 19 giugno su TicketOne e Ticketmaster, con i biglietti più economici andati esauriti in un batter d’occhio: parterre, secondo, terzo, quarto, quinto e sesto settore tutti sold out, con la sola eccezione del primo settore e dei costosi pacchetti premium (oltre 230 euro).

La polemica sui prezzi

Ed è proprio sui prezzi che si è scatenata la prima vera polemica del tour italiano. Il parterre costava 103,50 euro, il secondo settore 115, mentre si scendeva fino ai 57,50 euro del sesto settore, sempre con diritti di prevendita e commissioni aggiuntive da aggiungere al totale. Per chi non è riuscito ad assicurarsi un posto nei settori più economici, restano oggi disponibili solo i tagliandi del primo settore, che vanno da 138 a 345 euro, oltre ai pacchetti VIP: dal pre-show in piedi a 385,50 euro fino al pre-show seduto, che sfiora i 418 euro.

Sui social è esplosa la protesta contro il meccanismo del dynamic pricing, lo stesso che lo scorso anno aveva fatto impennare il costo dei biglietti per la reunion degli Oasis: diversi utenti hanno raccontato di essersi trovati davanti a cifre ben superiori a quelle inizialmente annunciate man mano che il tempo passava durante il processo d’acquisto, complici anche code virtuali infinite e siti più volte andati in tilt per l’altissima domanda.

Il nodo del secondary ticketing

La rapidità con cui i settori più economici sono andati esauriti riapre inevitabilmente anche il tema del secondary ticketing, da anni un problema strutturale per i grandi concerti in Italia. Le indagini delle autorità nazionali, ricostruite più volte da testate specializzate, hanno segnalato come una quota maggioritaria dei biglietti per i concerti più richiesti finisca nelle mani di rivenditori professionisti che operano tramite sistemi automatizzati e identità riconducibili alla Russia per poi essere rimessi in vendita a prezzi gonfiati su piattaforme non ufficiali. Si tratta dello stesso schema che nel 2020 aveva colpito i fan di Vasco Rossi, con una rete di siti clone smantellata dalla Polizia Postale dopo oltre 500.000 euro di danni tra biglietti doppi o falsi che l’Agcom ha più volte segnalato e sanzionato.

Al momento non risultano segnalazioni ufficiali specifiche sulle due date milanesi dei Muse, ma la combinazione di altissima domanda, sold out lampo e prezzi già elevati in prevendita è esattamente il terreno su cui questo tipo di bagarinaggio digitale prospera, ed è ragionevole attendersi che anche i tagliandi per l’Unipol Dome finiscano presto in vendita fuori dai canali ufficiali a cifre ben superiori a quelle di partenza.

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Cosa aspettarsi dallo show

Al netto delle polemiche, l’attesa per il ritorno dei Muse resta altissima. Dopo le ultime tappe italiane del 2023, quando la band si era esibita con il suo show all’aperto allo Stadio Olimpico di Roma e a San Siro, le due serate all’Unipol Dome segnano il ritorno a una dimensione più intima, pur sempre nella più grande arena indoor d’Italia, capace di ospitare fino a 16.000 spettatori.

Lo show, della durata di circa due ore e mezza come da tradizione della band, dovrebbe alternare i brani del nuovo album ai grandi classici di una discografia lunga quasi trent’anni, da Showbiz a Origin of Symmetry, passando per Absolution e Black Holes and Revelations, i successo commerciali più importanti e amati nel nostro paese. Il tour sarà breve: dieci città (Londra, Manchester, Berlino, Dusseldorf, Zurigo, Amsterdam, Parigi e Montpellier oltre a Milano) per sedici show complessivi. La band a luglio e agosto sarà in tour negli Stati Uniti.

 

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