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È morto Pippo Di Marca, tra i padri del teatro d’avanguardia italiano: aveva 86 anni

Addio a Pippo Di Marca, attore e regista fondatore del Meta-Teatro e protagonista dell'avanguardia teatrale italiana degli anni Settanta. Aveva 86 anni ed era gravemente malato.

Si è spento a 86 anni Pippo Di Marca, tra le figure più importanti del teatro sperimentale italiano, morto martedì mattina a Roma in circostanze legate a una grave malattia che lo affliggeva da tempo. Nato a Catania nel 1939, Di Marca era da decenni una delle voci più autorevoli e riconoscibili dell’avanguardia teatrale nata a Roma agli inizi degli anni Settanta, un movimento che avrebbe segnato profondamente la storia della scena italiana.

Pippo Di Marca e il teatro d’avanguardia

Attivo fin dagli anni Sessanta nella sperimentazione teatrale, Pippo Di Marca debuttò come attore nel 1969 al fianco di Giancarlo Nanni al Teatro La Fede di Roma, in spettacoli alternativi e d’avanguardia come L’imperatore della Cina e A come Alice.

Passò alla regia nel 1971 con Evento-Collage n. 1 e, negli anni successivi, fu tra i protagonisti assoluti delle rassegne dedicate al nuovo teatro italiano, insieme a nomi come Carmelo Bene, Leo De Berardinis e Julian Beck, in un decennio in cui cantine e spazi non convenzionali si trasformarono in laboratori di sperimentazione artistica. Famoso il suo lavoro con Seppellire i morti.

A lui si deve la fondazione del Meta-Teatro, compagnia che per decenni ha rappresentato un punto di riferimento per la sperimentazione scenica in Italia, portando in scena testi di Lautréamont, Duchamp, Shakespeare, Beckett, Joyce, Pirandello, Kafka e Genet, riletti con una sensibilità sempre nuova e contemporanea. Il suo percorso artistico è stato definito da una continua ricerca di nuovi spazi e linguaggi, dal Beat 72 fino ai palcoscenici più istituzionali, senza mai perdere lo spirito originario di libertà creativa che aveva animato i suoi esordi.

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Pippo Di Marca Cinema e teatro

Al cinema Di Marca è stato anche interprete: memorabile la sua interpretazione di Giulio Andreotti ne Il traditore di Marco Bellocchio. Solo lo scorso maggio era salito ancora sul palco a Pescara con lo spettacolo Essere o non essere, dedicato alla memoria di Carmelo Bene, confermando fino agli ultimi mesi il legame mai interrotto con la scena dal vivo. Autore anche di saggi sul teatro contemporaneo, tra cui Sotto le tende dell’avanguardia e un volume dedicato al calcio, Di Marca ha continuato a scrivere, dirigere e promuovere iniziative culturali praticamente fino alla fine.

Nel corso della sua lunga carriera, Di Marca aveva saputo muoversi con naturalezza tra la scrittura, la regia e la recitazione, mantenendo sempre un legame stretto con la città di Roma e in particolare con il quartiere di Trastevere, dove viveva. Diversi artisti e operatori del settore, appresa la notizia della sua morte, hanno voluto ricordarlo come una delle figure che più hanno contribuito a tenere viva in Italia la tradizione del teatro sperimentale, capace di dialogare tanto con i grandi classici quanto con gli autori più radicali della letteratura del Novecento.

Pippo Di Marca, addio a un vero sperimentatore del palco

Secondo le ultime ricostruzioni, Di Marca avrebbe deciso di farla finita gettandosi dal balcone della sua abitazione dopo avere lasciato un biglietto di congedo alla moglie e al figlio. Le condizioni della malattia si erano aggravate e l’attore e regista negli ultimi tempi era davvero molto sofferente.

Grande appassionato di calcio, nostalgico e affezionato al calcio totale e spettacolare degli anni 60 e 70, Di Marca aveva scritto uno splendido libro – Brasile Addio – ricchissimo di citazioni proprio sullo sport più popolare del mondo e sui protagonisti che più aveva amato. Era abbastanza attivo sui social e proprio pochi giorni prima del suo gesto estremo aveva pubblicato un video sulla sua pagina Facebook con il quale raccontava alcune delle sue evoluzioni artistiche.

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La data dei funerali non è ancora stata resa nota. Considerate le circostanze drammatiche della sua morte la salma è stata messa a disposizione delle autorità inquirenti.

Con Pippo Di Marca scompare uno degli ultimi testimoni diretti della stagione del nuovo teatro italiano, quella che negli anni Settanta trasformò cantine e spazi non convenzionali in luoghi di sperimentazione capaci di influenzare intere generazioni di artisti.

Chi attraversa un momento di difficoltà personale può trovare ascolto e supporto rivolgendosi a Telefono Amico Italia (02 2327 2327) o ad altri servizi di ascolto attivi sul territorio.

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