Amanda Knox, attrice e autrice tra le polemiche – La prima, venerdì scorso, sul palco dell’Edinburgh Fringe Festival è stata caratterizzata da polemiche e da un inutile tentativo da parte della famiglia di Meredith Kercher di fermare lo spettacolo con una diffida legale.
Amanda Knox, un caso che fece epoca.
Si parla ovviamente del brutale omicidio di via della Pergola, a Perugia: una studentessa, Meredith Kercher, viene trovata assassinata nella casa che condivide insieme ad altri studenti. Una di essere è la sua amica Amanda Knox, fin da subito sospettata del delitto insieme al suo fidanzato di allora, Raffaele Sollecito. Un altro studente. Le indagini proseguono per diversi mesi, non senza errori e imprecisioni.
Alla fine in terzo grado di giudizio Sollecito e la Knox vengono assolti e per il delitto l’unico a pagare è Rudi Guede, quello che inizialmente veniva definito ‘il terzo uomo’ senza che né i primi due, né il quarto . che secondo alcune ricostruzioni doveva essere uno spacciatore – venga mai individuato né riconosciuto. Dal delitto – avvenuto nella sera del 1 novembre 2007 – alla sentenza passano sette anni e mezzo.
La Cassazione scriverà un documento molto duro nei confronti di Procura e inquirenti facendo capire che la verità di quanto accaduto in quell’appartamentino non si saprà mai, e certamente non è quello che è stato ricostruito dalla sentenza definitiva.
Amanda Knox, la polemica parte dal palco
Oggi, a distanza di quasi venti anni, Amanda Knox – che nel frattempo si è costruita una carriera da giornalista e autrice ed è molto popolare negli USA proprio a seguito di questo giallo e di una onda innocentista ancora oggi molto vivace – ha deciso di raccontare la storia a modo suo: attraverso il monologo comico Cartwheel, uno spettacolo in cui la 39enne affronta i suoi processi, la violenza mediatica, la maternità, e il modo in cui intende spiegare a sua figlia il caos giudiziario in cui è stata trascinata.
Lo show è già sold out per tutte le undici serate previste. Ma mentre Amanda Knox va in scena la polemica è ak culmine: la famiglia di Meredith Kercher protesta, una petizione online ha raggiunto oltre settemila firme, e persino Raffaele Sollecito, il suo ex fidanzato e coimputato, prende distanza dall’iniziativa. I genitori di Meredith sono scomparsi. A fare eco alla sua memoria è la sorella
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Lo spettacolo che fa infuriare la famiglia della vittima
Cartwheel è il titolo dello show di Knox, e il riferimento non è casuale. Richiama uno degli episodi più controversi della vicenda: secondo alcuni poliziotti, durante gli interrogatori Knox avrebbe fatto delle capriole (in inglese cartwheel) negli uffici della procura di Perugia.
L’episodio, mai confermato, fu amplificato dai media e contribuì a costruire l’immagine di una giovane dai comportamenti insoliti, descrizione che influenzò pesantemente la percezione pubblica. Knox lo ha sempre smentito, ma il titolo dello show ironizza proprio su questa leggenda.
In un’intervista al Telegraph, Amanda Knox ha specificato che non ci saranno battute sull’omicidio di Meredith Kercher: l’ha definita una linea che non intende superare. Piuttosto, l’ironia riguarda il modo in cui la stampa l’ha raccontata e la violenza mediatica subita. Knox sostiene che lo spettacolo è “un omaggio alla memoria di Meredith Kercher” e una denuncia della violenza contro le donne, dalla quale dice di essere stata vittima tanto quanto la sua ex coinquilina, sebbene in forme diverse. Aggiungendo… “anche Meredith, che era una mia cara amica, si sarebbe fatta una risata: lo show le sarebbe piaciuto”.

Amanda Knox, la protesta della famiglia Kercher e la petizione online
La famiglia della vittima non la vede così. Stephanie Kercher, sorella di Meredith, ha dichiarato alla Bbc che uno spettacolo comico su questa tragedia “normalizza e banalizza la violenza contro le donne, inclusa mia sorella”.
Pur riconoscendo il diritto di Knox a rifarsi una vita e a raccontare la sua verità – “cosa che per altro fa continuativamente da anni” – , Stephanie sostiene che trasformare la morte della sorella in uno show costituisce un’ulteriore ferita per la famiglia. In una dichiarazione successiva, ha criticato la Knox per la mancanza di “empatia” e ha espresso la speranza che prima o poi si “allontani” dal nome della vittima.
Intanto, un’amica della famiglia Kercher, Sally Allington, ha lanciato una petizione su Change.org per chiedere la cancellazione dello spettacolo. In pochi giorni la petizione ha raccolto oltre settemila firme e ha ricevuto il sostegno pubblico di Stephanie Kercher stessa. Alcuni firmatari hanno chiesto anche l’intervento del primo ministro britannico Keir Starmer. Nonostante le pressioni, gli organizzatori del Fringe Festival non hanno intenzione di rimuovere lo show dal programma, ribadendo il loro impegno a ospitare il massimo numero di voci diverse nel rispetto della libertà di espressione.
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Raffaele Sollecito prende distanza: “Approccio che non condivido”
A sorprendere è anche la presa di distanza di Raffaele Sollecito, l’ex fidanzato di Knox che è stato coinvolto nelle indagini insieme a lei e poi assolto in via definitiva: “Non l’ho visto, ma per come è stato presentato mi lascia perplesso che una tragedia venga utilizzata come elemento di richiamo per uno spettacolo comico”, ha dichiarato Sollecito ai media. E ha aggiunto che lui ha scelto un percorso diverso per elaborare il trauma di quella vicenda, sottolineando che “non esiste un modo giusto o sbagliato per affrontare un trauma: ognuno trova il proprio percorso”.
Le parole di Sollecito rappresentano un momento significativo nella narrazione del caso. Se Knox ha scelto di trasformare la sua esperienza in uno show comico, Sollecito preferisce rimanere lontano dai riflettori e dalla commercializzazione della vicenda. Tuttavia, ha evitato di condannare Knox apertamente, limitandosi a dire di non condividere il suo approccio.
Amanda Knox, la storia processuale: una vicenda che ha diviso il mondo
L’unico condannato in via definitiva rimane Rudy Guede, è uscito dal carcere nel 2021 dopo aver scontato la sua condanna.
L’omicidio di Meredith Kercher con il suo processo fu uno dei casi di cronaca più seguiti degli ultimi decenni, in parte perché coinvolgeva due studentesse straniere in Italia. La copertura mediatica fu enorme e spesso aggressiva, soprattutto da parte dei tabloid britannici e delle trasmissioni di approfondimento americane che pubblicarono ricostruzioni speculative e molti dettagli mai completamente verificati. Nel corso degli anni il caso divise profondamente l’opinione pubblica tra chi riteneva Knox colpevole e chi la considerava vittima di un errore giudiziario.
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Amanda Knox racconta la sua versione: documentari, libri e ora il teatro
Dopo l’assoluzione definitiva, Amanda Knox ha continuato a raccontare la sua storia in varie forme. Nel 2016 è stata protagonista di un documentario distribuito da Netflix, ha pubblicato due libri autobiografici e ha partecipa
to come produttrice alla serie televisiva The Twisted Tale of Amanda Knox. Ha anche ironizzato pubblicamente sulla vicenda, pubblicando tweet che spesso hanno infastidito l’opinione pubblica, soprattutto in Italia.
Amanda Knox ha sempre insistito di essere stata una vittima di questa vicenda. In un’intervista al Times ad aprile per presentare il suo spettacolo, ha ribadito che lei e Kercher hanno subito “forme diverse della stessa violenza, quella contro le donne”. “Ho sempre ricevuto critiche e resistenze, qualunque cosa io abbia fatto”, ha detto ancora, aggiungendo: “Quello che posso dire è che non ho mai visto il tipo di controllo e critiche rivolte a un uomo accusato ingiustamente”.
Ma mentre Meredith è morta, con ben poche certezze sul modo in cui ha perso la vita, Guede è finito un carcere per altro con una pena modesta e già scontata rispetto alla crudeltà del delitto e Sollecito da tempo conduce una vita ritirata e silenziosa, Amanda Knox ha spettacolarizzato il tutto, monetizzando.
Ora Cartwheel rappresenta il suo tentativo più ambizioso di affrontare la vicenda attraverso l’intrattenimento dal vivo. Lo spettacolo avrà una corsa di undici serate all’Edinburgh Fringe, il più grande festival di arti performative al mondo. I biglietti sono già esauriti, il che suggerisce che, polemica o no, la storia di Amanda Knox continua a catalizzare l’interesse pubblico.

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