HomeMusicaD4vd rinviato a giudizio per l'omicidio della 14enne Celeste Rivas Hernandez

D4vd rinviato a giudizio per l’omicidio della 14enne Celeste Rivas Hernandez

Una giudice di Los Angeles ha stabilito che ci sono prove sufficienti per processare il cantante D4vd, accusato dell'omicidio e dello smembramento della 14enne Celeste Rivas Hernandez. L'udienza preliminare, durata cinque giorni, ha portato alla luce chat, referti autoptici e testimonianze sull'indagine. L'artista, che si è dichiarato non colpevole, sarà giudicato con l'accusa di omicidio, abuso sessuale continuato su minore e occultamento di cadavere.

D4vd andrà a processo – Svolta giudiziaria pesantissima, destinata a segnare in modo definitivo la carriera di uno degli astri nascenti della scena indie-pop americana. La giudice della Corte Superiore di Los Angeles Charlaine Olmedo ha stabilito lunedì che esistono prove sufficienti per rinviare a giudizio il cantante D4vd, il cui vero nome è David Anthony Burke, per l’omicidio della 14enne Celeste Rivas Hernandez.

Il verdetto arriva al termine di un’udienza preliminare durata cinque giorni, nel corso della quale l’accusa ha presentato più di dieci testimoni per dimostrare la fondatezza delle imputazioni a carico del 21enne.

D4vd, le accuse e la posizione della difesa

D4vd Burke, arrestato dopo il ritrovamento del corpo smembrato della ragazza nel bagagliaio della sua Tesla lo scorso settembre, deve rispondere di omicidio di primo grado con circostanze aggravanti, abuso sessuale continuato su minore di 14 anni e occultamento di resti umani. Si è dichiarato non colpevole a tutti i capi d’imputazione.

Secondo l’accusa, il cantante avrebbe ucciso la ragazza per impedirle di rivelare la loro relazione a ridosso dell’uscita del suo album di debutto sul quale stava investendo moltissimi soldi in termini promozionali.

La difesa, guidata dall’avvocata Marilyn Bednarski, ha invece sostenuto che le prove raccolte non dimostrerebbero la premeditazione necessaria per una condanna per omicidio, pur non contestando direttamente le altre due accuse.

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D4vd
La controversa copertina di Itami Whitered, con sacchi della spazzatura e macchie di sangue Credits X @D4vddd (SOM)

Le prove emerse in aula contro D4vd

Nel corso dell’udienza sono stati mostrati referti autoptici, messaggi tra Burke e la vittima e ricostruzioni della cronologia delle ultime ore di vita della 14enne, scomparsa la sera del 23 aprile 2025. Secondo la ricostruzione dell’accusa, la ragazza sarebbe stata uccisa poco dopo essere entrata nell’abitazione dell’artista a Hollywood, dove si era recata su richiesta dello stesso Burke tramite un’auto prenotata con Uber.

Gli investigatori hanno inoltre riferito del ritrovamento di due motoseghe acquistate dal cantante, risultate prive di tracce ematiche ai test, e di una piscina gonfiabile che l’accusa ritiene sia stata utilizzata per contenere i fluidi corporei durante lo smembramento. Sono state inoltre presentate analisi del DNA relative a tracce di sangue individuate in un garage, con un’alta probabilità di appartenenza alla vittima.

I prossimi passi del procedimento

La giudice Olmedo ha inoltre riconosciuto la sussistenza di circostanze aggravanti – tra cui l’agguato premeditato e l’eliminazione di un potenziale testimone – che rendono Burke potenzialmente soggetto alla pena di morte, sebbene l’accusa non abbia ancora sciolto la riserva sulla richiesta. Il cantante resterà in carcere senza possibilità di cauzione fino alla lettura formale delle accuse, fissata per il 31 agosto; il processo potrebbe aprirsi già 60 giorni dopo quella data.

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Chi è D4vd

Prima dell’arresto, D4vd (stage name stilizzato per un nome d’arte che si pronuncia esattamente come il nome di battesimo “David”) si era imposto come uno dei fenomeni musicali più seguiti tra le nuove generazioni, con centinaia di milioni di ascolti su Spotify e SoundCloud grazie a un sound che fonde indie rock, R&B e lo-fi pop.

Il brano che lo ha lanciato, “Romantic Homicide”, ha superato il miliardo di riproduzioni, e l’artista aveva già calcato il palco di Coachella prima della pubblicazione del suo primo album in studio, uscito pochi giorni dopo la data in cui, secondo l’accusa, la ragazza sarebbe stata uccisa. Molti critici – ma è una tesi tutta da verificare – sostengono che il caso della morte della giovanissima vittima possa in qualche modo essere ricondotto al testo della sua canzone.

In realtà D4vd poco dopo la scoperta del corpo della ragazza, avvenuto proprio mentre era in tour, disse che il significato del brano è l’omicidio di un amore e non di una persona: “Intendo la morte di qualcuno nella propria coscienza, è una immagine fortemente figurativa. Solo uccidendo i residui dell’amore che ti ha fatto del male puoi pensare di andare avanti con la tua vita…” aveva dichiarato il rapper nel corso di una intervista.

Celeste
Celeste Rivas, aveva 14 anni – Credits LAPD Off (SOM)

Perché il caso di D4vd è clamoroso

Il caso D4vd rappresenta uno dei processi più seguiti dell’anno nell’industria musicale americana, non solo per la gravità dei fatti contestati ma per il cortocircuito che mette in scena tra fama, esposizione mediatica di un giovanissimo artista in rapida ascesa e una vicenda di cronaca nera dai contorni drammatici.

Seguire gli sviluppi del procedimento significa osservare da vicino come l’industria discografica e i fan reagiranno a un caso che intreccia inevitabilmente carriera e responsabilità penale, in un momento in cui il pubblico chiede sempre più trasparenza sulle persone dietro la musica che ascolta.

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