Venezia 83 arriva al giorno dei verdetti. Sabato 12 settembre l’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica chiude il suo percorso con la cerimonia di premiazione, l’assegnazione del Leone d’Oro e degli altri riconoscimenti ufficiali e, subito dopo, la prima mondiale di “Dio ride”, il nuovo film di Giovanni Veronesi scelto come titolo conclusivo della rassegna.
Dopo dieci giorni di anteprime, tappeti rossi, conferenze stampa e giudizi spesso divergenti, il Lido entra così nella fase più attesa: quella in cui impressioni, applausi e pronostici lasciano spazio alle decisioni della giuria internazionale. È anche il momento in cui un festival smette di essere soltanto un grande evento mediatico e comincia a definire ciò che resterà davvero di questa edizione.
Venezia 83, la giornata dei premi
La cerimonia conclusiva assegna i riconoscimenti ufficiali del Concorso Venezia 83. La giuria internazionale è presieduta da Maggie Gyllenhaal ed è composta da Kaouther Ben Hania, Daniel Blumberg, Francesco Casetti, Xavier Giannoli, Shahrbanoo Sadat e Johnnie To. A loro spetta il compito di scegliere il Leone d’Oro per il miglior film e di distribuire gli altri premi principali senza possibilità di ex aequo.
Il regolamento della Mostra prevede inoltre una regola importante: in linea generale uno stesso film non può accumulare più premi ufficiali. Questo costringe la giuria a comporre un palmarès più articolato, distribuendo i riconoscimenti tra opere, registi, interpreti e sceneggiature diverse.
| Premio | Cosa riconosce |
| Leone d’Oro | Miglior film del Concorso Venezia 83 |
| Leone d’Argento – Gran Premio della Giuria | Secondo grande riconoscimento del palmarès |
| Leone d’Argento – Regia | Migliore regia |
| Coppa Volpi femminile | Migliore interpretazione femminile |
| Coppa Volpi maschile | Migliore interpretazione maschile |
| Premio Speciale della Giuria | Riconoscimento speciale della giuria |
| Migliore sceneggiatura | Miglior lavoro di scrittura |
| Premio Marcello Mastroianni | Giovane attore o attrice emergente |
Il Leone d’Oro e il peso di una vittoria a Venezia
Il Leone d’Oro non è soltanto il simbolo del festival: è uno dei riconoscimenti capaci di cambiare la traiettoria internazionale di un film. Venezia, soprattutto negli ultimi anni, è diventata una tappa centrale della stagione cinematografica mondiale e un premio al Lido può trasformarsi in un moltiplicatore di attenzione critica, distribuzione e candidature nei mesi successivi.
È anche per questo che l’ultima giornata ha sempre un’atmosfera particolare. I film sono già stati visti, discussi e spesso etichettati come favoriti o delusioni, ma il verdetto può ribaltare le gerarchie costruite nei giorni precedenti. Il palmarès racconta non solo quali opere siano state considerate migliori, ma anche che idea di cinema abbia voluto premiare quella specifica giuria.

La giuria di Maggie Gyllenhaal
La presidenza di Maggie Gyllenhaal aggiunge un elemento di interesse alla serata. Attrice, sceneggiatrice e regista, Gyllenhaal conosce Venezia anche dall’interno: il suo esordio dietro la macchina da presa, “La figlia oscura”, era stato premiato al Lido per la sceneggiatura. Attorno a lei siedono personalità molto diverse per provenienza ed esperienza, dal cinema d’autore europeo e asiatico alla composizione musicale, dalla critica accademica alla produzione.
Una composizione volutamente eterogenea, che rende difficile leggere in anticipo il risultato. E forse è proprio questo uno degli aspetti più affascinanti dell’ultima sera: il Leone d’Oro nasce da un confronto interno che il pubblico può soltanto immaginare.
“Dio ride” chiude Venezia 83
Dopo la cerimonia, la Sala Grande ospita alle 21.30 “Dio ride”, il film di Giovanni Veronesi scelto come titolo di chiusura della Mostra e presentato fuori concorso nella sezione Venice Open. La proiezione arriva quindi quando il palmarès è già stato definito e rappresenta l’ultimo atto cinematografico dell’edizione 2026.
Il cast riunisce Pierfrancesco Favino, Silvio Orlando, Alma Noce, Francesco Gheghi, Maurizio Lombardi, Paolo Rossi e Carlo Cecchi, quest’ultimo nel ruolo di Papa Innocenzo X. Veronesi torna così al cinema con un ensemble di interpreti molto riconoscibili, affidando alla prima mondiale veneziana il compito di chiudere simbolicamente la lunga maratona del Lido.
Una chiusura che non è mai davvero una fine
La Mostra termina formalmente con la premiazione e con il film di chiusura, ma in realtà da domenica comincia una seconda vita per molti dei titoli passati da Venezia. Alcuni arriveranno rapidamente nelle sale, altri entreranno nel circuito dei festival internazionali, altri ancora inizieranno una corsa più lunga verso premi e candidature di fine stagione.
Per questo il 12 settembre è contemporaneamente un arrivo e una partenza: si chiude la parentesi veneziana, ma si apre il periodo in cui il valore del festival viene misurato fuori dal Lido. Il Leone d’Oro sarà il titolo più vistoso, ma non necessariamente l’unico film destinato a lasciare un segno.
Venezia 83: il programma della serata finale
| Orario | Appuntamento |
| Sera | Cerimonia di premiazione e assegnazione dei premi ufficiali |
| 21:00 | Proiezione del film vincitore del Gran Premio della Giuria in Sala Giardino |
| 21:30 | “Dio ride” di Giovanni Veronesi in Sala Grande |
| 21:30 | Proiezione del film Leone d’Oro in Sala Darsena |

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