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Michael 2, Jaafar Jackson vuole raccontare le accuse dal punto di vista di Michael

Michael 2 affronterà gli anni più controversi del Re del Pop. Jaafar Jackson spera che il sequel dia spazio anche alla voce dello zio.

Michael 2, di cosa parlerà il nuovo BioPic su Michael Jackson – C’è già moltissima atetsa per Michael 2, il seguito di Michael, film che dovrà entrare proprio nel territorio che il primo capitolo aveva lasciato fuori campo: gli anni delle accuse di abusi sessuali su minori rivolte a Michael Jackson.

Jaafar Jackson, nipote del cantante e suo interprete nel biopic campione d’incassi, ha spiegato che spera che il secondo capitolo possa offrire una prospettiva più vicina a quella dello zio. È una precisazione importante: la sceneggiatura è ancora in sviluppo e Jaafar ha ammesso di non avere il controllo sulla sua struttura, quindi non esiste ancora una conferma definitiva di come e quanto le accuse verranno rappresentate.

Il nodo che il primo Michael ha evitato

Il primo Michael accompagna il pubblico dall’infanzia nei Jackson 5 fino alla consacrazione solista fino all’era del successo mondiale di Bad, fermandosi prima che la biografia dell’artista entrasse nella sua fase più controversa. La scelta ha consentito al film di concentrarsi sulla costruzione del fenomeno musicale, ma ha anche rinviato il problema narrativo più difficile: raccontare gli anni Novanta e Duemila senza confrontarsi con le accuse che hanno segnato in modo permanente l’immagine pubblica di Jackson.

Il tema è particolarmente delicato perché non può essere ridotto né a una sentenza cinematografica né a una semplice parentesi. Jackson negò le accuse. Nel 1993 il caso legato a Jordan Chandler si concluse sul piano civile con un accordo economico ma senza una condanna penale. Nel 2005 il cantante fu invece assolto da tutte le imputazioni nel processo che lo vedeva accusato, tra l’altro, di abusi su un minore. Negli anni successivi nuove accuse sono tornate al centro dell’attenzione pubblica, soprattutto dopo il documentario Leaving Neverland.

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Jaafar: “È la storia di qualcun altro”

Intervistato in questi ultimi giorni Jaafar Jackson ha insistito soprattutto su un punto. La famiglia ritiene che negli anni più difficili sia mancata la possibilità di ascoltare la prospettiva di Michael: “È la storia di qualcun altro. È l’idea di qualcun altro di ciò che è accaduto”, ha detto l’attore, sostenendo che molte ricostruzioni sarebbero state condizionate da un’agenda. Per questo spera che il sequel possa dare “ancora più spazio” al punto di vista dello zio.

Non è un dettaglio secondario. Jaafar è figlio di Jermaine Jackson, il Fratello Maggiore di Michael, vicinissimo alla superstar, e il progetto nasce con il coinvolgimento dell’Estate di Michael Jackson, la Fondazione che ha ereditato e gestisce la fortuna del cantante. Il secondo film sarà quindi inevitabilmente osservato anche per il modo in cui distinguerà il ritratto familiare dell’artista dalla necessità di rappresentare accuse documentate e vicende giudiziarie che fanno parte della sua storia pubblica.

Michael 2
L’impressionante somiglianza di Jafaar con lo zio Michael – Credits Michael Jackson Estate (SOM)

Un sequel più difficile del primo

La produzione si trova davanti anche ad alcuni ostacoli di carattere legale. Una parte del materiale originariamente previsto per Michael avrebbe dovuto spingersi fino alla vicenda Chandler, ma quella sezione è stata eliminata e il film è stato ristrutturato. Le limitazioni collegate agli accordi legali del 1993 hanno reso particolarmente complessa la possibilità di rappresentare direttamente quella storia.

Questo significa che Michael 2 non dovrà soltanto scegliere un punto di vista: dovrà capire quali episodi possano essere raccontati e in quale forma. È possibile che il film si concentri maggiormente sul rapporto di Jackson con i media, sui processi, sulla pressione pubblica e sugli ultimi anni della carriera, lasciando alcune accuse sullo sfondo. Al momento, però, qualsiasi ricostruzione dettagliata della trama sarebbe prematura.

Dopo il miliardo al box office, la posta in gioco aumenta

Il primo Michael ha superato il miliardo di dollari d’incasso mondiale, trasformandosi in un successo commerciale eccezionale e nel biopic musicale di maggiore incasso. Il risultato ha reso praticamente inevitabile il secondo capitolo, già suggerito dalla chiusura del film. Lionsgate punta ad avviare la produzione tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027, con una possibile uscita tra la fine del 2027 e la prima metà del 2028.

La seconda parte avrà però una responsabilità diversa. Raccontare Thriller, Bad, i videoclip e l’esplosione della Michaelmania significa lavorare su un patrimonio pop condiviso. Raccontare ciò che avvenne dopo significa entrare in una storia nella quale musica, fama, accuse, tribunali, tabloid e vita privata diventano inseparabili.

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La vera prova di Michael 2

Jaafar ha raccontato di avere consultato anche alcuni diari personali dello zio e di avervi trovato un uomo ancora curioso, spiritualmente inquieto e desideroso di conservare una propria dimensione privata nonostante la pressione crescente. È evidentemente questa l’immagine che vorrebbe portare nel sequel.

Ed è qui che Michael 2 si giocherà buona parte della propria credibilità. Il film potrà scegliere di difendere il suo protagonista, di mostrarne la prospettiva e di contestualizzare la pressione mediatica. Ma difficilmente potrà comportarsi come se le accuse non fossero esistite. Dopo aver raccontato la nascita del mito, il sequel dovrà affrontare la frattura che ancora oggi divide l’opinione pubblica su Michael Jackson. Sarà un terreno molto meno comodo del palcoscenico, e probabilmente proprio per questo il capitolo decisivo dell’intero progetto.

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