Bruce Springsteen ha pubblicato il quarto e ultimo capitolo di Philadelphia Freedom Cut: il concerto di chiusura del Land of Hope and Dreams American Tour è ora disponibile per intero: 27 canzoni, riprese il 30 maggio 2026 a Philadelphia con la E Street Band, nella serata conclusiva del tour.
L’uscita a puntate è durata sette settimane. Il primo capitolo, con i sette brani d’apertura, è arrivato il 9 settembre; il secondo il 23 settembre, il terzo il 14 ottobre, mentre il trailer dell’ultima parte è comparso il 26 ottobre.
L’intero progetto è dedicato a Dave Marsh, scrittore, attivista e amico di lunga data di Springsteen, scomparso ad agosto. Il filmato è diretto da Chris Hilson e Thom Zimny, storico regista dei video del Boss, con montaggio di Zimny e Sam Shapiro e con la produzione dello stesso Springsteen, di Jon Landau, di Zimny e di Adrienne Gerard. Un documentario straordinario che consente di apprezzare una volta di più la straordinaria resa dal vivo di Bruce Springsteen, ben nota al pubblico italiano che lo ama fin dagli inizi e dal suo leggendario primo concerto nel vecchio stadio di San Siro.
I quattro capitoli del documentario sono disponibili in streaming gratuito sul canale YouTube ufficiale del Boss e su altre piattaforme, ed è stato rilanciato anche sul profilo Instagram di Springsteen.
Il quarto capitolo: i cinque brani finali
L’ultimo atto mette in fila American Land, Born to Run, Dancing in the Dark e Tenth Avenue Freeze-Out, prima della chiusura con Chimes of Freedom, la cover di Bob Dylan. Sono i classici più popolari del repertorio, con la presentazione di tutti i componenti della band e il ricordo di chi purtroppo della E-Street Band è già scomparso, Danny federici e il leggendario Clarence Clemons quelli che il pubblico conosce a memoria, e il congedo è affidato a un brano di un altro grande cantautore invece che a un ultimo titolo del proprio catalogo.
Prima di quest’ultima canzone Springsteen si è rivolto al pubblico parlando di forza, speranza e fede e ha pronunciato la frase “God bless Alex Pretti and God bless Renee Good”, un momento che il filmato conserva integralmente.
Bruce Springsteen a Philadelphia, la scaletta completa, capitolo per capitolo
| Capitolo | Uscita | Brani |
| Parte 1 | 9 settembre | War, Born in the U.S.A., Death to My Hometown, Clampdown, No Surrender, Darkness on the Edge of Town, Streets of Minneapolis |
| Parte 2 | 23 settembre | The Promised Land, Two Hearts, Hungry Heart, Youngstown, Murder Incorporated, American Skin (41 Shots), Long Walk Home |
| Parte 3 | 14 ottobre | House of a Thousand Guitars, My City of Ruins, Because the Night, Wrecking Ball, The Rising, The Ghost of Tom Joad, Badlands, Land of Hope and Dreams |
| Parte 4 | 28 ottobre | American Land, Born to Run, Dancing in the Dark, Tenth Avenue Freeze-Out, Chimes of Freedom |
Un tour americano di venti concerti
Il Land of Hope and Dreams American Tour ha portato la E Street Band in venti concerti negli Stati Uniti, con Tom Morello ospite speciale in tutte le serate. A Philadelphia, alla Xfinity Mobile Arena, la scaletta si è aperta con War, la canzone resa celebre da Edwin Starr, riproposta live da Springsteen già molti anni fa e diffusa anche come singolo, e ha trovato nel primo blocco Streets of Minneapolis, il brano di protesta sull’operato dell’ICE: due scelte che segnano il tono politico e civile della serata.
Nel mezzo ci sono i grandi titoli del repertorio, da The Promised Land a Badlands, e le canzoni più recenti. Una scaletta profondamente politica e di pensiero nella quale tuttavia non ha trovato spazio Streets of Philadelphia, scritta da Springsteen per il film Philadelphia di Jonathan Demme che valse numerosi Oscar tra i quali quello per il ruolo di protagonista a Tom Hanks. Intensissima l’esecuzione di American Skin (41 Shots), dedicata alla morte di Amadou Diallo, attivista ucciso durante una manifestazione dalla polizia di New York.
Perché conta per chi segue Springsteen dall’Italia
Per chi segue il Boss dall’Italia il valore dell’operazione è concreto: il concerto finale del tour americano è ora documentato per intero, in una versione ufficiale e senza costi, e non occorre aspettare un’uscita in sala o un cofanetto. La scelta di distribuirlo a puntate ha tenuto vivo il pubblico per quasi due mesi, trasformando una serata in un appuntamento che si è rinnovato ogni due o tre settimane, e ha lasciato per ultimo il blocco più atteso, quello dei classici.
C’è anche una lettura più ampia. In un’epoca in cui i concerti si consumano in clip da pochi secondi sui social, un film-concerto pubblicato in quattro tappe riporta al centro la forma del live come racconto con un inizio, uno sviluppo e un congedo. E il congedo, qui, non è un successo da stadio ma Chimes of Freedom di Dylan, preceduta da una dedica che dà alla chiusura il peso di una dichiarazione.
Al momento non ci sono notizie ufficiali circa il ritorno di Bruce Springsteen in Italia per il 2027.


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