Ne Il Diavolo Veste Prada 2 Miranda Priestly torna al cinema quasi vent’anni dopo con gli stessi protagonisti: Meryl Streep, Anne Hathaway, Emily Blunt e Stanley Tucci confermati nel sequel del film cult del 2006 che arriva nelle sale italiane il 29 aprile.
Ci sono film che smettono di essere semplicemente film e riescono a diventare parte del linguaggio comune, creando moda, stile e tormentoni che soprattutto con l’avvento dei social network influenzano e non poco. Tra questi va sicuramente annoverato Il Diavolo Veste Prada capace di imporre sul mercato della moda un maglione ceruleo che puntualmente è tornato in auge proprio in questi giorni, nell’immediata vigilia dell’uscita del suo sequel.
Dopo venti anni il Diavolo veste (ancora) Prada
Sono passati venti anni da Il Diavolo Veste Prada, e la battuta “That’s all” di Miranda Priestly è entrata nell’immaginario collettivo come simbolo di autorità assoluta. Così come i personaggi di Andy, Emily e Nigel sono rimasti vivissimi nella memoria di una generazione piuttosto ampia.
Per vent’anni, l’ipotesi di un sequel era rimasta sospesa tra smentite e mezze promesse. Alle insistenze degli autori e della casa di produzione che detiene i diritti del film originale ogni protagonista opponeva ragioni di agenda e di opportunità. Ha davvero senso fare un sequel, in un momento non facile per il cinema internazionale, aggiungendo qualcosa a un film che era praticamente perfetto?
La risposta la dirà il pubblico a partire dal 29 aprile quando Il Diavolo Veste Prada 2, ancora una volta distribuito da Disney, sarà nelle sale con un carico di aspettative enormemente superiore a quello che anticipò l’uscita del primo film.

La trama: Runway è in crisi, Miranda alle corde
Il presupposto del sequel nasce dalla realtà. Anche Runway, come molte altre riviste della stampa tradizionale, è in forte difficoltà. La carta stampata perde lettori e inserzionisti, il mondo della moda si è frammentato tra influencer, piattaforme social e fast fashion, e persino Miranda Priestly — la donna che sembrava intoccabile — si trova a fare i conti con un’industria che quasi non riconosce più. Per salvare la rivista, Miranda è costretta a fare l’impensabile: riaprire un canale con le sue ex assistenti. Le Emily…
Andy Sachs torna a Runway dopo vent’anni, questa volta non come stagista terrorizzata ma come professionista affermata e direttore editoriale della stessa testata. Ha l’incarico di rilanciarla, ringiovanirla, ridarle smalto e lettori. Rimpinguando le casse.
Il suo rapporto con Miranda si è evoluto: c’è rispetto reciproco, ma le dinamiche di potere non spariscono mai del tutto. L’elemento più esplosivo tuttavia è il ritorno di Emily Charlton, la ex prima assistente di Miranda, ora a capo di una importante azienda del lusso. Runway ha bisogno dei finanziamenti che Emily potrebbe garantire, e questo mette le tre donne in un triangolo professionale carico di tensione, orgoglio ferito e vecchi conti in sospeso e dovranno trovare un equilibrio apparentemente difficile.
Il Diavolo Veste Prada 2, una Miranda privata
Il sequel affronta anche la dimensione più privata di Miranda: il personaggio si avvicina alla pensione, deve fare i conti con la propria eredità e con un marito. Un ruolo seminuovo nella saga, visto che il marito della prima pellicola non si vedeva mai e alla fine chiedeva pure il divorzio. Il nuovo signor Priestly sarà interpretato da Kenneth Branagh. La vulnerabilità che emerge da questa storia è nuova per il personaggio, e Meryl Streep – una delle meno convinte nel girare il sequel – ha dichiarato di aver trovato in questo aspetto il vero cuore emotivo del film.
Il cast: riunione quasi perfetta
Il nucleo del cast originale è quasi interamente riunito. Meryl Streep torna nei panni di Miranda Priestly, Anne Hathaway riprende il ruolo di Andy Sachs, Emily Blunt è di nuovo Emily Charlton e Stanley Tucci interpreta ancora Nigel. Tornano anche Tracie Thoms nella parte di Lily e Tibor Feldman nel ruolo di Irv. L’unica assenza significativa è quella di Adrian Grenier, che interpretava Nate Cooper, il fidanzato di Andy — un’assenza che lascia intendere che i due si siano lasciati nel corso degli anni. A molti non era nemmeno simpatico.
Tra i nuovi ingressi di peso ci sono oltre a Kenneth Branagh anche Simone Ashley (Lady Bridgerton), Lucy Liu, Justin Theroux, B.J. Novak, Pauline Chalamet e molti altri ancora. La coda era lunga: mezza Hollywood avrebbe voluto almeno un cameo.
Il film è diretto da David Frankel, lo stesso regista del primo capitolo, con la sceneggiatura firmata ancora una volta da Aline Brosh McKenna.
Le riprese: da New York a Milano, con Donatella sul set
Le riprese de Il Diavolo Veste Prada 2 si sono svolte principalmente a New York, dove è ambientata la redazione di Runway, ma una parte significativa del film è stata girata a Milano durante la Fashion Week autunno-inverno 2025.
La scena più commentata ancora prima dell’uscita è quella che vede Meryl Streep in prima fila alla sfilata Dolce & Gabbana, in trench di vinile e occhiali scuri, con Stanley Tucci al fianco — e Anna Wintour seduta a pochi metri di distanza. Un cortocircuito tra finzione e realtà difficile da pianificare e impossibile da dimenticare. Le foto erano diventate virali prima ancora che la produzione le autorizzasse. Sul set è stata avvistata anche Donatella Versace, a conferma che il film punta a fare della moda un personaggio a sé stante, esattamente come nel primo capitolo.
Il trailer più visto in quindici anni
Il teaser-trailer del film, uscito nel novembre 2025, ha totalizzato 181,5 milioni di visualizzazioni nelle prime 24 ore, diventando il trailer di una commedia più visto degli ultimi quindici anni. Un segnale inequivocabile: l’attesa per Il Diavolo Veste Prada 2 è enorme, e non riguarda solo il pubblico che amava il film del 2006 ma anche una nuova generazione cresciuta con i meme, le citazioni e i rewatch su piattaforme tv e streaming.
Il trailer finale, pubblicato ad aprile 2026, ha confermato il tono del film: forse un po’ più duro e meno politically correct del primo, con Miranda messa davvero alle corde per la prima volta, e Lady Gaga in una breve apparizione che ha scatenato l’entusiasmo del web.
Il Diavolo veste Prada 2: perché potrebbe funzionare…
I sequel dei film cult raramente reggono il confronto con l’originale. Il Diavolo Veste Prada 2 ha però alcune caratteristiche che lo distinguono dai casi più preoccupanti: la stessa squadra creativa, le stesse attrici protagoniste e una trama che non replica ma evolve. Il primo film era costato 35 milioni di dollari e ne aveva guadagnati oltre 350 al botteghino globale — senza contare decenni di repliche, streaming e merchandising.
…e perché potrebbe deludere
Il rischio principale non è tecnico ma emotivo. Il pubblico che ama il primo film ha con Miranda Priestly un rapporto costruito su vent’anni di citazioni e identificazioni. Qualsiasi cambiamento al personaggio — e il sequel ne prevede parecchi — rischia di essere vissuto come una violazione. La maggior parte delle aspettative sono ancora una volta intorno a Meryl Streep che dovrà dare vita a una Miranda vulnerabile, alle soglie della pensione, con un marito e una rivista in declino. Ma a quanto pare con diverse altre carte da giocare.
LEGGI ANCHE > Super Mario Galaxy – Il film: il fenomeno che sta sbancando i cinema di tutto il mondo
LEGGI ANCHE > Zerocalcare torna su Netflix: Due Spicci, dal 27 maggio la terza serie animata


Recent Comments