Zucchero non le manda a dire. Ospite di un festival culturale ad Alassio, il cantautore emiliano ha commentato senza filtri la nomina di Stefano De Martino a direttore artistico di Sanremo 2027, ironizzando sulle sue “qualità nascoste” e indicando un altro nome per il ruolo. Nel mirino anche l’Eurovision Song Contest, liquidato come una manifestazione artificiosa.
Zucchero, l’affondo su De Martino direttore artistico
Le dichiarazioni di Zucchero sono arrivate dal palco del Ligyes Alassio Genova Cultura Fest, dove l’artista si è concesso alle domande del pubblico. Il video dell’intervento è diventato virale nel giro di poche ore, riaccendendo il dibattito attorno al prossimo Festival, affidato a De Martino dopo il biennio guidato con un certo successo da Carlo Conti che aveva seguito il dominio di Amadeus, protagonista di edizioni da record. Interrogato sul nuovo direttore artistico, Zucchero ha risposto con la consueta schiettezza e con sferzante ironia: “Se lo fa lui, boh magari ha delle qualità nascoste”.
In realtà i suoi addetti stampa poco più tardi hanno corretto il tiro riportando un altro virgolettato: “Non lo conosco, non posso giudicarlo”.
Il cantautore comunque ha aggiunto al suo pubblico di non essere particolarmente interessato alla questione, ma ha indicato una propria preferenza per il ruolo, quella del produttore discografico Stefano Senardi, presente in quel momento sul palco, spiegando che la scelta era legata al suo passato e alla sua conoscenza del settore.
Quando dal pubblico qualcuno ha gridato che De Martino “non capisce niente”, Zucchero ha preferito non sposare un attacco diretto, limitandosi a chiarire di non conoscere il conduttore di Affari Tuoi come cultore musicale. Una precisazione che, pur evitando l’affronto personale, ha lasciato trasparire più di un dubbio sulla preparazione musicale del nuovo direttore artistico, la cui nomina ha diviso pubblico e addetti ai lavori fin dall’annuncio.
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La stoccata all’Eurovision
Zucchero ha poi allargato il discorso alla riforma che, dal 2027, slegherà la vittoria del Festival dalla partecipazione automatica all’Eurovision: il rappresentante italiano sarà scelto attraverso una selezione dedicata, con la possibile introduzione di una giuria. Un cambiamento su cui il cantautore si è detto del tutto indifferente. Ancora più duro il giudizio sulla manifestazione europea, definita “una roba di plastica, dove si canta con il playback”, con un’accusa esplicita di assenza di esibizioni dal vivo e di musica autentica. La sentenza finale è arrivata netta: Sanremo ed Eurovision insieme, secondo l’artista, “contano zero”.
Zucchero e il Festival di Sanremo
Non è la prima volta che Zucchero si esprime con toni critici verso il Festival, a cui partecipò agli esordi in quattro edizioni senza mai vincere. Durante la stessa serata, il cantautore ha anche ricordato con affetto Francesco Guccini, scomparso pochi giorni prima, suo grande amico… “praticamente un vicino di casa, mi mancheranno enormemente le serate insieme, le chiacchierate, le strimpellate, è stato un artista straordinario ma soprattutto una persona estremamente vera, determinata e coraggiosa, uno che dalle cose piccole era capace di arrivare a verità enormi.
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Quattro presenze, due volte penultimo: le vittorie con le canzoni per altri
Quanto a Sanremo, la presenza di Zucchero in passato è stata spesso riproposta nel ruolo di ospite, che per la verità aveva già vestito in alcune occasioni, come ad esempio nel 2017. In altre occasioni aveva ceduto le proprie canzoni: era arrivato secondo nel 1981 con Volevo Dirti, portata al successo da Donatella Milani, vincendo nel 1994 con il brano Il mare calmo della sera, primo grande successo di Andrea Bocelli per poi vincere nella categoria principale nel 2001 con Luce, il brano scritto per Elisa. Le sue presenze da interprete riportano in archivio Una notte che vola via (1982), Nuvola (1983), Donne (1985, penultimo ma enorme successo di quell’anno) e Canzone Triste (1986, altro grandissimo successo, ma di nuovo penultimo).


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