Rolling Stones, dal disco al tour – “Faccio un respiro profondo e mi butto! Alla fine è questa l’unica quello che mi piace fare…”: con queste parole Ronnie Wood ha raccontato a Sky TG24 la genesi di Foreign Tongues, il venticinquesimo album in studio dei Rolling Stones, uscito venerdì scorso.
Nell’intervista il chitarrista dei Rolling Stones ha aperto anche uno spiraglio sul futuro live della band, parlando di un possibile ritorno in tour con Mick Jagger a partire dal 2027, un’ipotesi che riaccende le speranze dei fan dopo un anno segnato dalla cancellazione della tournée europea a causa delle condizioni di salute di Keith Richards.
Rolling Stones e Foreign Tongues
Ron Wood ha raccontato un episodio avvenuto solo la sera precedente all’intervista: un’esibizione a sorpresa in un locale di Londra insieme a Mick Jagger, nella quale i due hanno eseguito dal vivo “Ringing Hollow”, uno dei brani di punta del nuovo disco, oltre a due classici del repertorio Stones come “Dead Flowers” e “You Can’t Always Get What You Want”.
L’episodio si inserisce nella festa di lancio dell’album, tenutasi l’8 luglio in un hotel di Londra affacciato sul Tamigi, alla quale hanno preso parte ospiti come Daniel Craig, Rachel Weisz, Sam Fender, Sacha Baron Cohen e John McEnroe: la serata si è conclusa con uno spettacolare show di droni che ha illuminato lo skyline londinese, tra il London Eye e il Big Ben, sulle note del singolo “In the Stars”.
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Il 25esimo disco dei Rolling Stones
Foreign Tongues, prodotto ancora una volta da Andrew Watt – lo stesso produttore di Hackney Diamonds, il disco del 2023 premiato con il Grammy come miglior album rock – conta 14 tracce registrate in meno di un mese ai Metropolis Studios di Londra.
L’album include collaborazioni prestigiose con Paul McCartney, che suona il basso nel brano “Covered in You”, il tastierista Steve Winwood, il frontman dei Cure Robert Smith e il batterista dei Red Hot Chili Peppers Chad Smith, oltre a una cover del brano di Amy Winehouse “You Know I’m No Good”, scelta anche per il fortissimo legame di amicizia che Ronnie Wood aveva con la cantante, tragicamete scomparsa nel 2011.
Il disco include inoltre una registrazione dello storico batterista Charlie Watts, realizzata durante una delle sue ultime sessioni in studio prima della morte, avvenuta nel 2021: la traccia “Hit Me in the Head” segna così l’ultima apparizione discografica di Watts al fianco della band.

Con l’aiuto di Paul McCartney
Sempre nell’intervista a Sky TG24, Wood ha ricordato come sia stato proprio Paul McCartney a convincere la band ad affidarsi ad Andrew Watt per la produzione, già a partire da Hackney Diamonds: “Ce l’ha suggerito Paul, che ci ha detto: dategli una possibilità, non avete niente da perdere se non riuscite a concludere questa cosa. Alla fine, invece, è andato tutto molto bene. È una fonte di energia e di ispirazione: ci ha aiutato a trasformare le nostre idee in qualcosa di concreto”, ha spiegato il chitarrista.
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Le condizioni di salute di Keith Richards
Dopo la morte di Watts, degli Stones originali, ovvero gli elementi che fondarono la band, sono rimasti solo Jagger e Richards i cui problemi di salute sono purtroppo ben noti.
Lo scorso dicembre la band aveva dovuto cancellare il tour europeo negli stadi previsto per il 2026 – che avrebbe incluso anche una tappa allo Stadio Olimpico di Roma – proprio a causa delle condizioni fisiche del chitarrista, allora in procinto di compiere 82 anni.
Diverse fonti giornalistiche britanniche avevano parlato di una forma di artrite che avrebbe reso troppo gravoso per Richards affrontare un tour di oltre quattro mesi tra gli stadi europei.
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Lo stesso Richards, in un’intervista concessa alla rivista Guitar World nella primavera del 2026, aveva confermato la diagnosi di artrite, raccontando come la malattia abbia modificato il suo modo di suonare la chitarra: “Ho l’artrite e le nocche molto grosse. Non mi fanno male, ma a volte mi danno fastidio”, aveva dichiarato, spiegando di essersi adattato cercando strumenti con manici più larghi e di aver imparato a convivere con la condizione senza smettere di suonare.
Più di recente, parlando con la rivista Uncut, il chitarrista ha aperto alla possibilità di una serie di residency in singole città piuttosto che un tour tradizionale, citando esplicitamente Londra, New York, Parigi e Roma come possibili sedi: un’ipotesi che riflette la volontà della band di continuare a esibirsi dal vivo senza però sottoporsi alla logistica usurante di una tournée itinerante.
Un possibile tour nel 2027 e gli ultimi show della band
Le parole di Ronnie Wood a Sky TG24 vanno lette in questo contesto: la conferma che Mick Jagger “muore dalla voglia di suonare le nuove canzoni” e l’auspicio di un ritorno sul palco nel corso del 2027, se le condizioni di Richards lo permetteranno. Al momento non ci sono date ufficiali, ma diverse fonti vicine alla band avevano già ipotizzato, prima della cancellazione della tournée 2026, un possibile tour europeo con tappe in Portogallo, Spagna e altri paesi del continente, oltre alla data italiana allo Stadio Olimpico di Roma, la stessa poi saltata.
L’ultima apparizione dal vivo dei Rolling Stones in un contesto di tour risale infatti al 2024, quando la band ha attraversato il Nord America con l’Hackney Diamonds Tour, capace di vendere quasi un milione di biglietti. In Europa, l’ultima tournée resta invece il Sixty Tour del 2022, che celebrava i sessant’anni di carriera della band e che nel Vecchio Continente ha toccato dieci paesi in 14 concerti, da Madrid a Liverpool, da Londra a Vienna.
In Italia, l’unica tappa di quel tour si è tenuta il 21 giugno 2022 allo Stadio San Siro di Milano, di fronte a quasi 70mila persone: a oggi resta l’ultima esibizione dei Rolling Stones nel nostro Paese, preceduta dal concerto di Lucca del 2017 e da quello di Roma, al Circo Massimo, nel 2014.

I Rolling Stones oggi
Al netto del tour vero e proprio, la band ha continuato a mostrarsi dal vivo in occasioni più intime e mirate: oltre alla già citata performance di Wood e Jagger a Londra l’8 luglio, i Rolling Stones hanno lanciato anche un podcast ufficiale in sei episodi, “Speaking in Tongues”, narrato da Norah Jones e con interviste inedite a Jagger, Richards, Wood e allo stesso Charlie Watts, per accompagnare l’uscita del nuovo disco.
Un modo per restare presenti nella conversazione musicale e mediatica anche in assenza di un tour, in attesa di capire se il 2027 porterà davvero la band di nuovo sui grandi palchi, magari – come suggerito dallo stesso Richards – sotto forma di residency in alcune città simbolo, con Roma tra le ipotesi più suggestive per il pubblico italiano.
Nel frattempo, Foreign Tongues ha raccolto recensioni nel complesso molto positive dalla critica internazionale, da Rolling Stone a NPR, che ne hanno sottolineato la fedeltà al suono blues e rock delle origini della band, pur senza nascondere il dubbio, sollevato dallo stesso Mick Jagger, che possa trattarsi dell’ultimo disco di inediti della storia dei Rolling Stones.

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