HomeWrestlingBrock Lesnar annuncia il ritiro: la Bestia lascia la WWE dopo SummerSlam

Brock Lesnar annuncia il ritiro: la Bestia lascia la WWE dopo SummerSlam

Brock Lesnar annuncia ufficialmente il ritiro dal wrestling dopo l'ultimo match a SummerSlam 2026. Carriera, record e reazioni sull'addio a una delle Bestie più dominanti della storia WWE.

Brock Lesnar ha messo ufficialmente fine alla propria carriera. Ospite del Pat McAfee Show, la Bestia ha confermato che il match disputato sabato a SummerSlam è stato l’ultimo della sua vita da atleta, chiudendo così un percorso che lo ha portato dal college wrestling ai titoli mondiali WWE, passando per l’NFL e arrivando al suo apice prima ocn la MMA e poi con un clamoroso e attesissimo ritorno alla WWE.

L’addio arrivato dopo l’Hell in a Cell di Minneapolis

Brock Lesnar aveva già lasciato intendere di sentirsi vicino alla fine dopo WrestleMania, quando si era tolto stivali e guanti sul ring in un gesto che molti avevano letto come un possibile addio anticipato.

Poi però aveva scelto di concedersi un ultimo capitolo, prima prendendosi una clamorosa rivincita proprio in Italia, a Clash in Italy, il primo e storico PLE disputato nel nostro paese a Torino, per poi disputare a Minneapolis l’incontro nella gabbia che lo ha visto nuovamente opposto a Oba Femi. Un epilogo scelto non a caso nella sua città, davanti a un pubblico che lo ha seguito fin dagli esordi.

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Il passaggio di testimone a Oba Femi

Al di là del risultato sul ring, il match di SummerSlam viene già letto dagli analisti come un passaggio di consegne simbolico verso una nuova generazione di lottatori, con Oba Femi indicato da più parti come uno dei nomi su cui la compagnia sta puntando per i prossimi anni.

Chiudere la propria carriera in un confronto diretto con lui permette a Lesnar di uscire di scena lasciando dietro di sé un successore già legittimato agli occhi del pubblico. Una storia non lontana da quella che lo aveva visto sconfiggere clamorosamente Undertaker a Wrestlemania e interrompere per la prima volta la straordinaria e imbattuta winning streak del Becchino nel grandest stage of them all.

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Brock Lesnar
Brock Lesnar in una delle sue ultime immagini, commosso dopo la vittoria di Torino a Clash in Italy – Credits WWE (SOM)

Una carriera unica nello sport americano

Pochi atleti al mondo possono vantare un percorso sportivo paragonabile a quello di Brock Lesnar. Prima di arrivare in WWE, l’allora ventiduenne originario del South Dakota aveva conquistato il titolo NCAA di wrestling universitario con l’Università del Minnesota, dopo due stagioni da All American.

Il salto nel wrestling professionistico era arrivato nel 2002, anno in cui, appena al secondo anno di militanza nel roster, sconfigge Dwayne Johnson, The Rock, conquistando il primo dei suoi dieci titoli mondiali WWE, aperto poi da una serie di traguardi che comprendono due Royal Rumble vinte, una King of the Ring e una Money in the Bank. Resta scolpito negli annali anche il momento in cui, a WrestleMania 2014, interruppe la striscia di 21 vittorie consecutive di The Undertaker nel torneo, uno degli upset più clamorosi nella storia dell’evento.

La parentesi NFL e il passaggio alla MMA

Nel 2004 Lesnar sorprese tutti mettendo in pausa il wrestling per tentare la strada del football professionistico con i Minnesota Vikings, esperienza che si concluse con il taglio dalla squadra dopo alcune presenze in preseason.

Il suo sogno era quello di giocare corner-back. Andò molto, molto vicino a un clamoroso contratto professionistico. Ma la decisione di lasciare la WWE gli costò carissima da un punto di vista professionale. La compagnia congelò il suo ritorno sul ring e Lesnar fu da un certo punto di vista costretto a prendere la decisione più clamorosa e rischiosa della sua storia: quella del passaggio alle arti marziali miste, coronato nel 2008 dalla conquista del titolo dei massimi UFC contro Randy Couture al quarto incontro nella nuova disciplina.

Dopo il ritiro dalle gabbie nel 2015, tornò per un’ultima apparizione nel 2016 contro Mark Hunt, chiusa da una squalifica per positività a un controllo antidoping che di fatto pose fine alla sua parentesi nelle MMA. Il wrestling tuttavia per lui era ancora chiuso: fu allora che andò in Giappone conquistando tutto o quasi e imponendo una credibilità che costrinse la WWE a richiamarlo per concedergli anni e anni di carriera da superstar assoluta. Fino al match di domenica sera.

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Brock Lesnar e Paul Heyman
Una delle prime foto ufficiali di Brock Lesnar e Paul Heyman – Credits WWE (SOM)

Il significato di un addio che va oltre il wrestling

Quello che rende la figura di Brock Lesnar particolarmente difficile da inquadrare in una sola categoria è proprio la capacità di aver dominato, in momenti diversi della propria vita, tre mondi sportivi distintissimi tra loro come wrestling, football e arti marziali miste, un’impresa che nessun altro atleta professionista è riuscito a replicare con lo stesso livello di successo.

Per questo il suo ritiro non riguarda soltanto la WWE, ma chiude simbolicamente un capitolo più ampio dello sport da combattimento americano degli ultimi venticinque anni. Per la compagnia, perdere un nome capace ancora oggi di generare hype enorme ogni volta che appariva sullo schermo rappresenta una perdita importante in termini di appeal mainstream, ma allo stesso tempo apre spazio a una nuova generazione di main eventer chiamata a raccogliere un’eredità pesantissima.

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Un personaggio che ha sempre diviso il pubblico

Nel corso degli anni Brock Lesnar è stato tutto tranne che un personaggio unanimemente amato: il suo stile di lotta essenziale, fatto di suplex e potenza bruta più che di spettacolarità, e la scelta della compagnia di utilizzarlo spesso in un numero limitato di apparizioni annue a fronte di cachet elevatissimi, gli sono valsi critiche ricorrenti da parte di una fetta di pubblico che lo considerava un elemento poco funzionale alle storyline settimanali.

Allo stesso tempo, proprio quella rarità calcolata ha contribuito a mantenere intatto per due decenni l’effetto sorpresa legato a ogni suo ritorno sul ring, un equilibrio che pochi altri lottatori sono riusciti a gestire con altrettanta efficacia nel corso di una carriera così lunga. Molto deve la sua carriera nel wrestling anche al binomio di enorme successo che si è venuto a creare con Paul Heyman, il suo manager in WWE, l’uomo che per anni ha parlato al posto suo consentendogli di concentrarsi solo sulla parte di lotta e rendendo il suo personaggio ancora più misterioso e per certi versi affascinante.

Brock Lesnar
Brock Lesnar, dieci titoli major in WWE – Credits WWE (SOM)

Dopo Brock Lesnar cosa resta ora alla WWE

Con l’addio di Lesnar, la compagnia perde uno degli ultimi collegamenti diretti con l’epoca a cavallo tra la Attitude Era e la Ruthless Aggression Era, periodi che hanno costruito buona parte del pubblico oggi adulto ancora legato al prodotto.

Resta da capire se questo significherà un impegno più stretto di Lesnar in ruoli non da atleta, magari legati a produzione o mentoring delle nuove leve, oppure un allontanamento totale dai riflettori dopo una vita passata costantemente sotto i taglienti giudizi del pubblico più esigente dello sport-intrattenimento americano.

Non sarebbe da escludere un suo arrivo, per quanto tardivo, al mondo del cinema dove The Rock prima e Batista poi hanno aperto strade estremamente remunerative per le superstar che escono a testa alta dal mondo del wrestling.

 

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