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Tim Curry è morto a 80 anni: addio all’attore che diede volto a Frank-N-Furter (Rocky Horror Picture Show) e Pennywise

È morto Tim Curry, 80 anni: l'attore di Rocky Horror Picture Show, Clue e Pennywise in It. I dettagli e le reazioni di Hollywood.

Tim Curry è morto martedì all’età di 80 anni nella sua casa di Toluca Lake, a Los Angeles. Lo ha reso noto il suo staff, precisando che l’attore britannico si è spento serenamente al termine di un lungo e difficile percorso che lo aveva visto molto sofferente nel corso degli ultimi anni. Al momento non è stata resa nota una causa ufficiale del decesso.

Curry aveva subito un grave ictus nel 2012, che lo aveva parzialmente paralizzato e allontanato dal set per gran parte dell’ultimo decennio. Gli ultimi video che aveva pubblicato lo avevano mostrato in difficoltà ma sempre lucido, una emiparesi aveva quasi completamente bloccato il lato sinistro del suo volto, ma questo non gli impediva di ricordare a memoria quasi tutte le parti che lo avevano reso famoso e che di tanto in tanto ricordava ai suoi fan e agli amici.

Da Frank-N-Furter a Pennywise: una carriera fatta di villain indimenticabili

Nato a Grappenhall, in Inghilterra, nel 1946, Tim Curry ha costruito una carriera unica nel suo genere, capace di attraversare teatro, cinema, televisione e doppiaggio restando sempre riconoscibile per la voce profonda e la capacità di rendere memorabile qualunque personaggio, spesso sopra le righe.

Il ruolo che lo ha consegnato alla storia del cinema resta quello del Dr. Frank-N-Furter in The Rocky Horror Picture Show: prima protagonista della produzione teatrale londinese del 1973, poi del film del 1975, Curry ha trasformato quel travestito scienziato pazzo in una delle icone più durature della cultura pop, celebrata ancora oggi nelle proiezioni di mezzanotte in tutto il mondo. Migliaia gli omaggi e le imitazioni di uno spettacolo replicatissimo dalla compagnia originale e dalle decine e decine di allestimenti in ogni parte del mondo, Italia compresa.

Curry non si è mai lasciato ingabbiare in un solo personaggio. Nel 1985 ha vestito i panni del maggiordomo Wadsworth in Clue, cult della commedia gialla capace di guadagnare negli anni un pubblico sempre più affezionato, mentre in Legend, sempre dello stesso anno, ha dato corpo e voce a Darkness, uno dei villain più iconici del fantasy anni Ottanta recitando al fianco di Tom Cruise.

Nel 1990 è arrivato forse il ruolo più spaventoso della sua carriera: Pennywise il terribile clown nella miniserie It, tratta dal romanzo di Stephen King, un’interpretazione che ha segnato l’infanzia di un’intera generazione di spettatori e che resta ancora oggi un termine di paragone per chiunque abbia poi provato a raccogliere quell’eredità sullo schermo. Nel 1992 il pubblico più giovane lo ha conosciuto anche come il concierge del Plaza Hotel in Home Alone 2 – Mamma, ho riperso l’aereo, mentre la sua voce ha dato vita a personaggi entrati nell’immaginario televisivo come Nigel Thornberry nella serie animata I Thornberry.

Altra parte per la quale era molto riconoscibile era quella del perfido Cardinale Richelieu nella versione del 1993 de I Tre Moschettieri con Leonardo DiCaprio, giovanissimo e reduce dall’immenso successo di Titanic che recitava nella doppia parte del re Luigi e del fratello gemello, Filippo. E poi ancora Caccia a Ottobre Rosso, Congo, Charlie’s Angels, fino a un cameo bizzarro in Scary Movies 2 e Stream, di Michael Levy, ultimo ruolo per il cinema.

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Tim Curry, Pennywise
La maschera di Pennywise, portata per anni con successo da Curry – Credits Tim Curry Off (SOM)

Un’anima di teatro, tre candidature ai Tony

Prima e dopo il successo al cinema, Curry non ha mai abbandonato il palcoscenico. Nel 1979 ha portato in scena a Londra e poi a Broadway il ruolo protagonista in Amadeus di Peter Shaffer, interpretando Wolfgang Amadeus Mozart al fianco di Ian McKellen nei panni di Salieri: la performance gli è valsa la sua prima candidatura al Tony Award, persa proprio a favore del collega.

La seconda nomination è arrivata nel 1993 per My Favourite Year, dove vestiva i panni di una vecchia star del cinema alle prese con l’alcolismo, mentre nel 2005 è tornato a Broadway come Re Artù in Spamalot, il musical tratto da Monty Python e il Sacro Graal, guadagnandosi la terza candidatura ai Tony. Un percorso di oltre due decenni che, insieme a due candidature ai Laurence Olivier Award, testimonia quanto il teatro sia rimasto centrale nella carriera di un attore troppo spesso ricordato solo per i suoi ruoli più eccentrici sullo schermo.

L’ictus del 2012 e gli ultimi anni lontano dal set

Nel 2012 un ictus ha cambiato drasticamente la vita di Curry, lasciandolo con una paralisi parziale e costringendolo sulla sedia a rotelle. Da allora l’attore aveva progressivamente ridotto la propria presenza sul grande schermo, pur continuando a essere celebrato dai fan del Rocky Horror Picture Show e delle sue altre interpretazioni più amate, complice anche la crescente popolarità delle proiezioni-evento e delle convention dedicate al cinema cult.

Nonostante le difficoltà di salute, Curry aveva continuato a partecipare, quando possibile, a iniziative legate al suo lavoro, mantenendo un legame stretto con i fan che negli anni non si è mai interrotto. Nel 2021 era tornato anche nei panni di Pennywise la cui maschera è una delle più riconoscibili del film dell’orrore.7

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Le reazioni di Hollywood

La notizia della morte di Curry ha immediatamente scatenato un’ondata di tributi da parte di colleghi e ammiratori. Carol Burnett, che aveva recitato al suo fianco in Annie, ha scritto che nessuno sapeva interpretare i cattivi amabili come lui. Luke Evans, che di recente ha concluso una tournée di sette mesi nei panni di Frank-N-Furter nel revival Broadway di The Rocky Horror Picture Show, lo ha definito “una forza, una fiamma brillante e feroce, un fascino squisito”, ringraziandolo per aver ispirato generazioni di attori.

Eric Idle, che con Curry aveva condiviso il palco in Spamalot, ha scritto: “Molto triste vedere la scomparsa di Tim Curry, il nostro primo Re Artù. Un uomo perbene, cantante, attore, presentatore e giardiniere. Ci mancherà.”

Anche Elaine Hendrix, che aveva lavorato con lui negli anni Novanta, lo ha ricordato come “l’uomo più gentile del mondo, l’attore più creativo e imprevedibile”, mentre tra le voci che si sono aggiunte al coro di tributi figurano anche quelle di Rob Schneider e Michael McKean.

Tim Curry
Tim Curry, già sofferente dopo l’ictus – Credits Tim Curry Off (SOM)

Un’eredità che resta al cinema

A poche ore dalla notizia, le proiezioni di mezzanotte del Rocky Horror Picture Show in diverse città si sono trasformate in veri e propri omaggi spontanei, con pubblico in costume pronto a intonare le battute più celebri in memoria dell’attore.

È un segnale di quanto il lavoro di Curry sia riuscito, in oltre cinquant’anni di carriera, a superare i confini del semplice cult per diventare patrimonio condiviso di più generazioni di spettatori, capaci di riconoscersi tanto nell’irriverenza di Frank-N-Furter quanto nel terrore sottile, perverso e decisamente inquietante di Pennywise.

 

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