HomeMusicaTony Boy, domiciliari a Padova: il trapper confessa l'arma ma nega lo...

Tony Boy, domiciliari a Padova: il trapper confessa l’arma ma nega lo spaccio. Concerti a rischio

Dopo tre giorni a San Vittore, Tony Boy è uscito dal carcere con i domiciliari. Ha confessato il possesso della pistola, nega lo spaccio. Il concerto di Palermo è già annullato: Empoli, Roma e Bari ancora in bilico.

Tony Boy, arresti domiciliari a casa dei genitori – Come avevamo raccontato subito dopo l’arresto, Tony Boy — al secolo Antonio Hueber, 26 anni — era stato arrestatoo all’alba del 22 agosto nella sua abitazione milanese di piazza Ferravilla, zona Città Studi, con l’accusa di detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio e detenzione di armi clandestine.

Nella casa la polizia aveva trovato otto grammi di cocaina, nove di hashish, due di ketamina, uno di marijuana, un bilancino di precisione e una pistola semiautomatica calibro 6.35 con matricola abrasa, caricatore e quarantotto munizioni. Durante la perquisizione il trapper aveva aperto una diretta Instagram seguita da oltre mille persone nella quale, nonostante l’invito da parte della pattuglia a sganciarsi dalla live, descriveva le operazioni nella sua abitazione

Quello che è successo nei tre giorni successivi — l’interrogatorio, la decisione del gip, le parole del rapper davanti al giudice — ha cambiato in parte il quadro giudiziario. E ha reso urgente una domanda per migliaia di fan: gli ultimi concerti del suo tour estivo si terranno?

L’interrogatorio a San Vittore: «La pistola l’ho comprata su Telegram»

Lunedì 25 agosto Tony Boy è stato interrogato nel carcere di San Vittore dalla gip Chiara Valori. L’udienza è durata circa un’ora. Il rapper, difeso dall’avvocato Niccolò Vecchioni — lo stesso che in passato ha assistito Baby Gang e Simba La Rue, anche loro alle prese con problemi giudiziari seri — ha scelto di parlare e di farlo con una strategia precisa: ammettere l’arma, negare con fermezza lo spaccio.

“Non ho mai spacciato. La droga era per uso personale, perché ho una conclamata dipendenza da quando sono adolescente. La uso per reggere i ritmi della vita notturna” ha dichiarato davanti al giudice il trapper. E ancora sull’arma: “L’ho acquistata su un gruppo Telegram da cui prendo anche la chetamina. Ce l’avevo per autodifesa, perché di recente ho subito un furto in casa che avevo regolarmente denunciato. Non l’ho mai usata”.

La Procura, coordinata dalla pm Sara Ombra, aveva chiesto la custodia cautelare in carcere, sostenendo la sussistenza di “gravi indizi di colpevolezza e un concreto e attuale pericolo di commissione di gravi delitti con uso di armi”. Per i pm, il possesso dell’arma con matricola abrasa era incontestabile e rivelava una “elevatissima pericolosità del soggetto”. Il bilancino trovato nella camera da letto — e non in cucina — era stato indicato come ulteriore elemento a supporto dell’accusa di spaccio.

LEGGI ANCHE > Michael 2, Jaafar Jackson vuole raccontare le accuse dal punto di vista di Michael

Tony Boy
Tony Boy in volo su un aereo privato durante uno dei suoi tour – Credits Tony Boy Official (SOM)

La decisione del gip: domiciliari, spaccio non confermato

La gip Valori ha accolto solo in parte le istanze della Procura e ha convalidato l’arresto ma ha rigettato la richiesta del pm: niente carcere, bensì arresti domiciliari presso l’abitazione dei genitori in provincia di Padova, senza nemmeno il braccialetto elettronico. Soprattutto, ha riconosciuto solo l’imputazione per l’arma, escludendo quella per spaccio: la quantità di stupefacente trovata è stata ritenuta compatibile con l’uso personale.

Il ragionamento della giudice è articolato. Sul fronte droga, ha accolto la versione del rapper. Sul fronte arma, invece, il pericolo di reiterazione è rimasto: anche se incensurato, scrive la gip, “è del tutto evidente che egli è in contatto con ambienti criminali di spessore nei quali è possibile acquistare un’arma clandestina”. I domiciliari in famiglia, in un “contesto maggiormente protetto e controllato”, sono stati ritenuti sufficienti a contenere quel rischio.

Tony Boy è uscito da San Vittore ieri, martedì 25 agosto. Dovrà ora rispettare i domiciliari e attendere l’evoluzione del procedimento giudiziario.

I concerti: Palermo cancellato, tre date ancora senza risposta

L’arresto ha avuto effetti immediati sul Summer Tour 2026. Tony Boy aveva quattro date ancora in calendario: quella di domani 27 agosto al Velodromo Paolo Borsellino di Palermo, il 29 agosto al Beat Festival di Empoli (Parco di Serravalle), l’8 settembre al Roma Summer Fest all’Auditorium Parco della Musica e l’11 settembre alla Fiera del Levante di Bari.

Palermo è già storia. Prima ancora che il gip si pronunciasse, il sindaco Roberto Lagalla aveva dichiarato che la città “non intendeva dare spazio né legittimazione a comportamenti del tutto incompatibili con i valori della nostra comunità”. L’organizzatore Agave Spettacoli ha poi comunicato ufficialmente l’annullamento con una pec agli uffici comunali, invocando “circostanze di forza maggiore”. Dunque concerto annullato e biglietti acquistati in prevendita rimborsati.

Per Empoli, Roma e Bari la situazione è ancora aperta. Gli arresti domiciliari rendono tecnicamente impossibile salire su un palco senza una specifica autorizzazione del giudice — che potrebbe essere richiesta ma non è scontata. Al momento né gli organizzatori né il team dell’artista hanno rilasciato comunicazioni ufficiali. I fan attendono.

LEGGI ACNHE > Dolly Parton è morta a 80 anni: addio alla donna che trasformò il country in cultura pop

Tony Boy, quello che resta aperto

La vicenda è nelle sue fasi iniziali. L’esclusione dell’accusa di spaccio è un risultato significativo per la difesa, ma il procedimento sull’arma è ancora in corso e le implicazioni dei contatti con «ambienti criminali di spessore», come scritto dalla stessa gip, non si chiudono con i domiciliari. L’avvocato Vecchioni ha già anticipato di voler lavorare a una soluzione che consenta al suo assistito di riprendere l’attività lavorativa.

Nel frattempo, il 2026 che doveva essere l’anno della consacrazione nei palasport — con i sold out primaverili a Roma, Milano, Napoli, Bologna e Padova, e un album, Trauma, arrivato primo in classifica FIMI a gennaio — si interrompe nel momento peggiore. Tony Boy ha 26 anni, una figlia che si chiama Arya, andrà sotto processo con una pistola acquistata su Telegram da spiegare a un giudice. Guai seri ma tutto sommato non pesantissimi come alcuni colleghi, condannati con accuse molto più pesanti per fatti di cronaca gravissimi.

Resta lo sconcerto, anche da parte dei fan, su un ennesimo episodio controverso che vede un trapper al centro della scena con una ostentazione della illegalità che non fa più parte della narrativa del personaggio, né della creatività delle proprie canzoni ma di un vero e proprio stile di vita che secondo molti potrebbe diventare drammaticamente oggetto di emulazione.

RELATED ARTICLES
- Advertisment -

Most Popular

Recent Comments