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Patti Smith da Papa Leone XIV: un incontro tra due concittadini di Chicago

Patti Smith ricevuta da Papa Leone XIV in Vaticano: la storia di un legame con la Santa Sede che attraversa tre pontificati, da Benedetto XVI a Francesco.

Patti Smith e Papa Leone – Venerdì 31 luglio Papa Leone XIV ha ricevuto in Vaticano Patti Smith, in un’udienza privata che ha il sapore di un incontro tra concittadini prima ancora che tra un Pontefice e un’icona della musica.

Entrambi sono nati a Chicago, lei nel 1946, lui cresciuto artisticamente e spiritualmente altrove ma legato alla stessa città d’origine. Un dettaglio che, secondo quanto raccontato da chi era presente, ha alleggerito subito il clima dell’incontro, con un breve scambio in cui la cantautrice ha scherzato sulla propria scarsa dimestichezza con l’italiano.

A raccontare l’atmosfera dell’udienza è stato anche padre Antonio Spadaro, che l’ha definita un momento intimo e capace di toccare temi profondi, compreso il potere della musica di veicolare un messaggio di speranza.

Il filo che lega Patti Smith a tre pontificati

Non è la prima volta che le strade di Patti Smith incrociano quelle della Santa Sede. Il rapporto risale addirittura agli anni di Benedetto XVI, quando l’artista aveva già condiviso con il Vaticano un’attenzione reciproca verso il mondo della cultura.

Il legame si è poi consolidato con Papa Francesco: la cantautrice lo aveva incontrato per la prima volta nell’udienza generale del 10 aprile 2013, pochi giorni dopo l’inizio del pontificato, e l’anno seguente era stata invitata a esibirsi in Vaticano in occasione del concerto di Natale del 2014, promessa che la cantante mantenne regolarmente cantando una meravigliosa versione di Oh Holy Night, la canzone che in America cantano per Astro del Ciel. Tra la cantante e il Santo Padre nacque una bella amicizia fatta anche di diversi messaggi privati.

Nei mesi successivi alla morte di Bergoglio, Patit Smith aveva ricordato pubblicamente quel primo incontro e il modo in cui aveva provato, negli anni, a fare propri i valori di amore, umiltà e compassione al centro della predicazione del Papa argentino.

L’incontro con Leone XIV si inserisce quindi in una relazione di lunga data tra l’artista e la Chiesa cattolica, arricchita nei mesi scorsi da un capitolo ulteriore: lo scorso 8 maggio, in occasione del primo anniversario dell’elezione dell’attuale Pontefice, Smith aveva inaugurato il Padiglione della Santa Sede alla 61esima Biennale di Venezia con una performance sonora realizzata insieme al collettivo Soundwalk Collective, nell’ambito di un progetto promosso dal Dicastero per la Cultura e l’Educazione. Il 27 luglio la cantante, legatissima alle sue radici e al suo pubblico italiano, era tornata a Roma per un concerto al Circo Massimo.

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Una voce che ha attraversato mezzo secolo di rock

Per chi si è formato musicalmente negli anni Settanta, il nome di Patti Smith evoca prima di tutto la scena newyorchese che partorì “Horses”, disco che nel 1975 trasformò la poesia beat in materia rock e aprì la strada a un’intera generazione di cantautrici.

Da allora la sua carriera ha intrecciato costantemente arte e impegno civile, dalla denuncia delle guerre alla difesa dei diritti umani, fino ai temi ambientali: una postura che spiega perché la sua figura sia sempre riuscita a superare i confini stretti del genere musicale per dialogare con ambiti apparentemente lontani, compreso quello religioso. Tra le sue canzoni più celebri c’è Because the Night, scritta per lei e per suo marito Fred Youth, fondatore degli MC5, stroncato da un infarto giovanissimo, da Bruce Springsteen ma anche People Have the Power, brano nato negli anni ’80 che risente del grande ottimismo sociale della cantante, che ha dato il permesso di rielaborare i suoi versi a qualunque artista. Di questa canzone esistono almeno una trentina di canzoni, alcune delle quali persino da discoteca.

Patti Smith e Papa Leone, perché è importante

La notizia unisce due mondi che raramente si intrecciano nella cronaca quotidiana, quello della grande musica rock e quello della Santa Sede, ed è proprio questa distanza apparente a renderla interessante: da un lato i lettori appassionati di musica, curiosi di scoprire come la voce di “Because the Night” dialoghi con un Pontefice.

Dall’altro chi segue le vicende vaticane e trova in questo incontro l’ennesima conferma dell’attenzione di Leone XIV verso il mondo della cultura contemporanea. A rendere la storia ancora più solida è la sua continuità: non un episodio isolato, ma l’ultimo capitolo di un dialogo tra Patti Smith e la Chiesa che dura ormai da tre pontificati.

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