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Dolly Parton, l’aeroporto di Nashville potrebbe portare il suo nome: la proposta del governatore

Nashville valuta di intitolare l’aeroporto internazionale a Dolly Parton. Boom di streaming (+2.109% negli USA) e le parole della sorella Stella.

Dolly Parton avrà il suo Aeroporto – Il Nashville International Airport potrebbe presto portare il nome di Dolly Parton. Il governatore del Tennessee, Bill Lee, ha annunciato venerdì una proposta per intitolare lo scalo alla cantante, scomparsa martedì scorso a 80 anni per un tumore, raccogliendo un’onda di sostegno popolare che va avanti da tempo ben prima della sua morte.

Una petizione partita nel 2025, esplosa dopo la sua morte

La proposta del governatore recepisce una petizione online lanciata nel gennaio 2025 – quindi oltre un anno prima della scomparsa di Parton – che ha già raccolto oltre 150.000 firme e continua a crescere di centinaia di adesioni ogni ora da quando la notizia della sua morte della superstar del country rock americano si è diffusa. Lee ha raccontato di aver parlato in questi giorni direttamente con il team di Dolly Parton, che si è detto “toccato” dalla proposta e disponibile a proseguire il confronto.

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L’ostacolo procedurale da superare

Non è però una formalità scontata. Le linee guida della Metro Nashville Airport Authority prevedono che le infrastrutture aeroportuali possano essere intitolate solo a persone scomparse da almeno due anni, una regola pensata per evitare intitolazioni “a caldo”.

Proprio la proposta del governatore e l’eventuale modifica di quella policy saranno discusse dall’authority nella riunione fissata per il 17 settembre: la vicenda, insomma, è aperta e il nome definitivo dello scalo non è affatto scontato nell’immediato.

Il boom di ascolti dopo la sua morte

Mentre la politica discute il possibile omaggio istituzionale, i numeri dello streaming raccontano un’altra forma di tributo, quella dei fan. Gli ascolti della discografia di Parton sono esplosi del 2.109% negli Stati Uniti il giorno della sua morte rispetto al lunedì precedente, passando da 1,2 a 26,3 milioni di stream. A livello globale la crescita è stata del 1.280%, da 2,5 a 35 milioni di ascolti in un solo giorno. Mercoledì i suoi stream audio on-demand hanno toccato quota 79,7 milioni, rendendo Dolly Parton l’artista più ascoltata al mondo in quella giornata specifica.

A trainare la corsa è stata soprattutto “Jolene”, cresciuta del 1.225% negli USA e balzata al primo posto della classifica Apple Music statunitense: da poco più di 196mila stream del lunedì è passata a 2,7 milioni il giorno della morte e a 4 milioni il giorno successivo. Bene anche “9 to 5”, passata da 208mila a 3,6 milioni di stream in 48 ore, e “Islands in the Stream”, il duetto con Kenny Rogers, cresciuto da 166mila a quasi 3 milioni di ascolti nello stesso arco di tempo.

Dolly Parton
Dolly Parton, scomparsa a 80 anni – Credits Parton Foundation Official (SOM)

Le parole della sorella Stella

A raccontare gli ultimi momenti di Dolly Parton è stata la sorella Stella, che ha condiviso un ricordo commosso della cantante, descrivendola come una delle persone più generose, premurose e gentili che abbia mai conosciuto.

Secondo quanto riferito da Stella, Dolly aveva espresso alla famiglia la volontà – anche in assenza di reali speranze di guarigione – di lasciare che il proprio team medico proseguisse con eventuali trattamenti sperimentali, nella speranza che i dati raccolti potessero un giorno aiutare altri pazienti.

Un ultimo desiderio coerente con l’immagine pubblica costruita in una vita intera di attività filantropica, e che si affianca alla richiesta già nota della famiglia di destinare eventuali donazioni alla Imagination Library, il programma di alfabetizzazione infantile fondato dalla stessa Parton, piuttosto che a fiori o omaggi tradizionali.

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Perché proprio Nashville

Il legame tra Dolly Parton e Nashville non è solo simbolico. È nella capitale del Tennessee che l’artista, arrivata giovanissima dalle montagne degli Smoky Mountains, ha costruito l’intera carriera che l’ha resa una delle voci più riconoscibili della musica country, ed è sempre a Nashville che ha continuato a vivere e a investire per decenni, tra iniziative filantropiche e progetti imprenditoriali legati al proprio nome.

Intitolarle lo scalo che collega la città al resto del mondo significherebbe, più che un semplice omaggio simbolico, riconoscere pubblicamente un legame che i residenti del Tennessee raccontano da sempre come reciproco: Dolly ha rappresentato lo Stato ovunque nel mondo, e lo Stato, ora, cerca il modo più visibile per restituirle il favore.

Un tributo che continua a crescere

Tra la possibile intitolazione dell’aeroporto, i numeri record dello streaming e le testimonianze della famiglia, il quadro che emerge a pochi giorni dalla scomparsa di Dolly Parton è quello di un lutto che continua ad allargarsi su più fronti contemporaneamente – istituzionale, musicale, personale – senza mostrare segni di esaurirsi.

Se la proposta sul Nashville International Airport dovesse davvero concretizzarsi dopo l’incontro del 17 settembre, il Tennessee avrebbe il proprio modo, permanente e visibile a ogni viaggiatore, di ricordare quella che il governatore Lee ha definito la sua figlia più amata. Nel frattempo, tra petizioni, numeri di streaming da record e il ricordo pubblico condiviso dalla famiglia, la sensazione è che la fase più intensa del cordoglio collettivo per Dolly Parton sia tutt’altro che conclusa.

 

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