Vasco Rossi e Diego Spagnoli, il divorzio – È un caso comunque clamoroso quello della separazione tra Diego Spagnoli, direttore di palco di Vasco Rossi fin dal tour del 1982, e il rocker italiano per eccellenza. I due si lasciano dopo 44 anni in comune e Spagnoli, che aveva un ruolo attivo in ogni show e non solo organizzativo – era lui a presentare la band al termine dello spettacolo – non farà parte del Giubileo del 2027, la serie di dieci concerti con cui il rocker celebrerà a Roma i suoi cinquant’anni di carriera.
L’addio è stato annunciato da Spagnoli con un messaggio sui social, a cui Vasco ha risposto raccontando di una lite avvenuta sul palco durante sul palco davanti a due persone.
Le due versioni non coincidono del tutto. Spagnoli sostiene che la scelta sia soltanto sua e che nessuno lo abbia allontanato; Vasco parla di una discussione in cui si è fatto prendere dal nervosismo. Il rocker deve avere pronunciato qualche frase a caldo dalle quali il collaboratore si sarebbe sentito offeso.
L’addio di Diego Spagnoli: cosa ha scritto
Diego Spagnoli ha annunciato l’uscita con un messaggio che si apre con una frase di congedo: “Avrei voluto salutarvi in altro modo”. Nel testo spiega di aver deciso da solo di non partecipare al prossimo grande appuntamento di Vasco e allontana ogni ipotesi di pressioni esterne: “Nessun Direttore artistico o vertice ha deciso la mia rinuncia” dice Spagnoli smentendo voci di un possibile coinvolgimento a più alti livelli.
Sul perché del divorzio, considerando che lui e Vasco sono anche amici da una vita, Spagnoli non ha dato spiegazioni. Ha scritto che non lo dirà mai, perché è una scelta sua e personale, e ha invitato chi lo segue a non cercare responsabilità altrove: “Non cercate la colpa negli altri”. Sul Giubileo ha aggiunto una battuta sarcastica: “Quando c’è un Giubileo io vado a San Pietro, in Vaticano… che non è Roma!”.
La versione di Vasco: la lite durante le prove
La replica di Vasco Rossi non si è fatta attendere. Il rocker ha risposto con un messaggio social in cui collega la separazione ai preparativi dei dieci concerti di giugno a Roma, che definisce un “giubileo laico”. Racconta che durante le prove c’è stata una discussione sul palco, davanti a due persone: lui era nervoso e teso, ha detto quello che pensava e Spagnoli si è sentito offeso. Aggiungendo di essere dispiaciuto di quanto accaduto.
Vasco ha riconosciuto il valore professionale del collaboratore: “Diego non è sostituibile. Diego è Diego. Ma dobbiamo andare avanti”. Poi, nei commenti al post di Spagnoli, ha definito la sua ricostruzione “un po’ troppo vittimistica”, sostenendo che la decisione era maturata da tempo, che negli ultimi tre mesi i due si erano sentiti più volte e che la considerava “più che irrevocabile”.
Il messaggio si chiude con una porta aperta: Vasco scrive che le porte del loro giubileo restano aperte per tutti, nella libertà di ciascuno di scegliere.

Chi è Diego Spagnoli e perché la sua uscita pesa
Spagnoli è il direttore di palco storico di Vasco: lavora al suo fianco dal tour del 1982, quello di Vado al massimo, il primo in spazi grandi, soprattutto palasport, che contava oltre novanta concerti. Il successo di Vita Spericolata sarebbe arrivato immediatamente dopo.
In questi decenni è stato anche direttore di produzione e coordinatore dello staff, e il suo volto è legato a un rito preciso dei concerti: la presentazione della band, nel finale, uno dei momenti più riconoscibili dello spettacolo dal vivo di Vasco. Famosa quella di Imola, il concerto da 120mila persone, il primo vero bagno di folla che contribuì a rendere inattaccabile l’immagine da rockstar di Vasco Rossi.
La sua carriera non si esaurisce con Vasco: Diego Spagnoli ha lavorato anche con Claudio Baglioni, Nek, Jethro Tull e Miles Davis. Per il pubblico del rocker, tuttavia, il suo nome è soprattutto quello di chi apre e chiude la serata, e per questo la notizia ha avuto un impatto immediato tra i fan, che nei commenti hanno parlato di un tocco emotivo destinato a mancare. Il pubblico del Blasco nutre da sempre un affetto sincero nei confronti di Spagnoli che in un gruppo di lavoro che ha spesso cambiato punti di riferimento anche sul palco era una constante.
Il Giubileo del 2027: dieci concerti all’Olimpico per i 50 anni di carriera
Il contesto è quello del 2027, anno in cui Vasco celebra cinquant’anni di carriera con dieci concerti allo Stadio Olimpico di Roma, in programma a giugno e presentati come la più grande residency mai organizzata in Italia. È il progetto a cui Vasco sta lavorando in queste settimane e la lite sarebbe esplosa proprio durante le prove.
L’uscita di Spagnoli arriva quindi in un momento delicato dal punto di vista organizzativo: la direzione di palco è un ruolo che tiene insieme tempi, cambi, squadra tecnica e musicisti, e in uno show di questa portata la figura che lo ricopre da quarantaquattro anni non si sostituisce in un giorno. Al momento non è stato comunicato chi ne prenderà il posto. “Erano anni che i rapporti tra di noi erano diventati faticosi. Dopo l’ultimo concerto mi ha mandato un video molto sgradevole in cui mi spiegava le sue ragioni. Gli auguro tutto il del mondo ma noi dobbiamo andare avanti in un momento in cui la sua decisione ci mette in difficoltà. E lui lo sa…” ha scritto ancora Vasco Rossi con un tono piccato.
Il commento di Claudio Golinelli, il Gallo
Sulla vicenda è intervenuto anche Claudio Golinelli, detto il Gallo, storico bassista di Vasco, in un’intervista a Red Ronnie. Ha detto di non conoscere i motivi della rottura e di aver notato, l’anno precedente, che Spagnoli appariva strano nei rapporti con Vasco. Una testimonianza che non chiarisce le ragioni, ma che indica come l’addio non sia stato percepito come un fulmine a ciel sereno.
Gli ex di Vasco Rossi
Lavorare per molti, molti anni con Vasco Rossi non è semplice per via di agenda e pressioni. Essere con lui si palco significa essere al centro di una macchina organizzativa molto complicata ed estesa. Per cui nel corso degli anni sono stati molti i musicisti e collaboratori che si sono alternati al suo fianco. Con qualche divorzio eccellente.
Claudio Golinelli è uno dei veterani, come il tastierista Alberto Rocchetti, in passato collaboratore storico di Enrico Ruggeri che prese il posto di Mimmo Camporeale – membro della Steve Rogers Band – affiancandolo per quasi 40 anni. Stef Burns fa parte della band di Vasco Rossi da molti anni. Tragica la separazione da Massimo Riva, chitarrista storico della sua band, stroncato da una overdose nel 1999 a soli 36 quando il suo lavoro con Vasco era all’apice del successo.
Quella con Spagnoli non è la prima separazione dolorosa nella storia della band di Vasco. Il caso più noto è quello di Maurizio Solieri, il chitarrista che il cantante conosceva dal 1977 e con cui lavorava dal 1978. Nel giugno 2012 Vasco aveva scritto un lungo messaggio pubblico dopo un’intervista in cui Solieri definiva il loro rapporto solo professionale e metteva in dubbio le condizioni di salute del cantante.
Nel messaggio Vasco ricostruiva la storia comune e non risparmiava le critiche: “L’unico insostituibile ero io”, scriveva, aggiungendo che tutti i musicisti erano sostituibili, anche se per lui erano i migliori. Nel marzo 2014 arrivò la separazione definitiva: Solieri non avrebbe preso parte al tour estivo di quell’anno, con una comunicazione affidata al produttore Guido Elmi, che parlava di un’esigenza artistica di sonorità più heavy e orientate al riff. Al suo posto entrò Vince Pastano.
Solieri, dopo trentasette anni di collaborazione, reagì con toni distesi: “Non è che per sempre ci doveva essere Solieri alla chitarra”, disse, aggiungendo di non avercela con nessuno. Il confronto con le parole di oggi è inevitabile: nel 2012 Vasco rivendicava di essere l’unico insostituibile, oggi dice di Spagnoli che “non è sostituibile”. Cambiano i protagonisti e il contesto, ma resta lo schema di una rottura che passa dai social prima che dai comunicati. Tuttavia nei suoi show, soprattutto nel ritorno a Modena Park nello storico concerto dei 250mila del 1 luglio 2017 c’era anche Solieri. Con tutti gli altri storici chitarristi della band, incluso Andrea Braido che aveva collaborato a lungo con Vasco prima di una separazione definitiva.
Perché conta
Perché la vicenda mette a confronto due versioni contrapposte e una cornice, quella del Giubileo del 2027, molto attesa. Per chi segue Vasco da anni, il legame con Spagnoli era parte dell’immaginario dei concerti, e la rottura arriva nel momento in cui l’attenzione sul progetto romano è massima.
Resta da capire quanto la distanza pubblica tra i due pesi sulla preparazione. Spagnoli parla di una scelta personale e non spiega i motivi, Vasco di una decisione maturata da tempo: finché non ci saranno chiarimenti, a contare saranno i fatti, cioè il nome di chi guiderà il palco all’Olimpico e il modo in cui lo show riuscirà a conservare i suoi rituali. Il banco di prova sarà la presentazione della band, quel finale che per quarantaquattro anni ha portato la firma di Spagnoli.
Federico l’Olandese Volante, ci lascia la voce che portò il rock nelle radio italiane
Concerti in Italia: il calendario dei prossimi live, da ottobre 2026 ai tour del 2027


Recent Comments