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Faith No More tornano nel 2027: dopo dieci anni di silenzio, la reunion è ufficiale

I Faith No More tornano dal vivo nel 2027: confermato dal bassista Bill Gould dopo dieci anni di stop. Tour in Europa, Sud America, Australia e USA: cosa sappiamo.

Dieci anni di silenzio quasi assoluto, qualche dichiarazione pessimista di troppo che lasciava intenere che la band difficilmente si sarebbe rimessa insieme. Poi, all’improvviso, il segnale che i fan aspettavano: i Faith No More tornano. Il 16 giugno la band ha pubblicato sui social un’immagine criptica, il proprio logo a stella a otto punte sovrapposto a una folla da concerto, con una sola scritta a campeggiare sopra tutto: “2027”.

Nessun dettaglio, nessuna data, ma il messaggio è arrivato forte e chiaro a una fanbase che ormai da anni aveva fatto pace con l’idea di non rivedere mai più la band riunita sullo stesso palco.

La conferma di Bill Gould

A sciogliere ogni dubbio è arrivato, poche ore dopo, il bassista Bill Gould, fondatore della band che, ospite del neonato podcast Rock Talk condotto dalla giornalista musicale serba Jadranka Janković Nešić, ha ammesso la realtà del progetto. Alla domanda diretta su un possibile ritorno, Gould non ha lasciato spazio a interpretazioni: “Ci siamo, suoneremo”, ha detto, aggiungendo che il tour toccherà Europa, Sud America, Australia e Stati Uniti, con le prime date previste già tra gennaio e febbraio 2027.

Il bassista ha anche spiegato la ragione della tempistica, legata alla natura fisicamente impegnativa della musica della band: i pezzi furono scritti quando i membri avevano vent’anni, con un’energia che richiede una certa forma fisica per essere riprodotta dal vivo, e Gould ha ammesso che tra qualche anno potrebbe non essere più in grado di suonare le sue parti di basso con la stessa intensità. Una finestra, insomma, che la band ha deciso di non lasciarsi sfuggire.

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Un decennio turbolento

Per capire il peso di questo annuncio bisogna ripercorrere un decennio complicato. L’ultima esibizione dal vivo dei Faith No More risale al 20 agosto 2016, al Troubadour di West Hollywood, sul finire del ciclo promozionale di Sol Invictus, il loro primo album in studio dopo diciotto anni di pausa. Nel 2020 la band aveva già pianificato un nuovo tour, poi cancellato per la pandemia. Le date vennero quindi riprogrammate per il 2021, ma furono nuovamente annullate quando il cantante Mike Patton comunicò di non essere in grado di portare avanti gli impegni con Faith No More e Mr. Bungle per ragioni di salute mentale, legate anche all’isolamento di quel periodo: lo stesso Patton avrebbe poi raccontato di aver ricevuto una diagnosi di agorafobia proprio durante la pandemia.

Gli altri membri della band risposero allora con un comunicato congiunto in cui si dicevano profondamente colpiti dalle cancellazioni, ma totalmente solidali con Patton, descritto come un fratello il cui benessere veniva prima di qualsiasi data da onorare. D’altronde pensare a un tour dei Faith No More senza Patton sarebbe stato del tutto inaccettabile per i fan della band.

Negli anni successivi, però, le dichiarazioni pubbliche dei membri della band avevano fatto pensare a una rottura ormai definitiva. Il tastierista Roddy Bottum, a fine 2024, parlava di una pausa “semi-permanente”, salvo poi rispondere con un secco “Non penso, non credo proprio…”, quando, lo scorso ottobre, gli veniva chiesto se vedesse possibile un ritorno sul palco. Pochi mesi prima, il batterista Mike Bordin aveva raccontato che Patton era passato dal non poter suonare al non volerlo più fare, mentre lo stesso Gould, a gennaio, descriveva la situazione della band come “davvero strana”, ammettendo di non avere lui stesso informazioni chiare sul futuro del gruppo.

L’accordo con 30e e i primi segnali concreti

Il primo segnale concreto che qualcosa si stava muovendo dietro le quinte è arrivato con la notizia, riportata da Pollstar, che i Faith No More avevano firmato un accordo di booking globale con 30e, promoter sudamericano con base in Brasile. In una dichiarazione condivisa dalla band, i Faith No More hanno spiegato di aver scelto questo partner perché percepito come una realtà capace di rompere lo status quo del settore, con un approccio diverso dalle macchine organizzative tradizionali, pur mantenendo piena indipendenza creativa e controllo sulla propria eredità artistica.

L’accordo con 30e, insieme al teaser social e alle parole di Gould, compone ora un quadro coerente: il ritorno dal vivo dei Faith No More nel 2027 non è più un’ipotesi, ma un progetto già in fase di costruzione, anche se al momento non sono state annunciate date precise.

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Intanto Mike Patton…

Nel frattempo, Mike Patton non è certo rimasto fermo. Frontman dei Faith No More dal 1989, quando prese il posto del cantante originario Chuck Mosley, Patton ha continuato a muoversi tra i suoi numerosi altri progetti: i Mr. Bungle, con cui è tornato a esibirsi dal dicembre 2022 con tre date in Sud America, e ancora i Fantômas e i Tomahawk, quest’ultimo reduce dall’annuncio del primo tour in tredici anni, in programma negli Stati Uniti a partire dall’estate. Quindi un altro ritorno sul palco al fianco dei Melvins per la prima volta dal 2003. Il cantante si è inoltre recentemente unito agli Avett Brothers in tour e ha pubblicato il singolo “Look At Me” insieme a Jehnny Beth, a conferma di un’attività live e discografica mai realmente interrotta, nonostante il lungo silenzio dei Faith No More.

Chi sono i Faith No More

Per chi si fosse perso i passaggi precedenti, i Faith No More restano una delle band più influenti, provocatorie e imprevedibili della scena alternative rock e metal degli ultimi quarant’anni. Fondati a San Francisco, esplosero a livello globale nel 1989 con il terzo album The Real Thing, il primo con Patton alla voce, trainato dal successo planetario di “Epic”, che li trasformò in un fenomeno MTV e in un punto di riferimento per la fusione fra rock, funk, metal e hip hop. Tensioni interne portarono a un primo scioglimento nel 1998: dissacranti e autoironici i Faith No More comunicarono la loro decisione con una nota stampa eloquente: “Abbiamo deciso di rompere una volta per tutte con le voci sul nostro presunto scioglimento… sciogliendoci”.

La band si riunì a sorpresa nel 2009 per il Second Coming Tour, un ritorno che culminò nel 2015 con la pubblicazione di Sol Invictus, primo disco di inediti dopo quasi vent’anni di silenzio discografico.

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Cosa aspettarsi ora

Resta ora da capire quando arriveranno le prime date ufficiali e se l’Italia sarà tra le tappe toccate dal tour. Gould ha parlato esplicitamente di Europa tra le aree coinvolte, il che lascia ben sperare per i fan del Vecchio Continente. Per ora, però, l’unica certezza è la finestra temporale indicata dal bassista: inizio tournée tra gennaio e febbraio 2027. Dopo un decennio di silenzio, smentite e speranze deluse, i Faith No More sembrano davvero pronti a tornare a far esplodere i palchi di tutto il mondo.

I Faith No More sono molto legati al nostro paese per ragioni non solo artistiche: Patton, che oggi ha 58 anni, era sposato con una ragazza italiana, ha imparato la nostra lingua e vissuto a lungo qui, in particolare a Bologna. Il loro ultimo show italiano fu al Sonisphere di Assago, nel 2015. Poi ancora al Rock in Idro al vecchio PalaSharp nel 2009. Uno dei loro show più belli di sempre fu al vecchio PalaLido, il 21 novembre 1997: un’ora e mezzo di concerto semplicemente devastante. Ma pur sempre tre spettacoli in 18 anni.

Per non parlare di quello al Monsters of Rock di Bologna, quando la band salì sul palco in condizioni quanto meno bizzarre, suonando per alcune canzoni senza il chitarrista di allora, Jim Martin, che entrava e usciva dal palco. All’epoca si vociferò anche di una mezza rissa dei componenti della band con i Poison, anche loro ospiti del Festival. La band diede spettacolo immediatamente prima di un furioso nubifragio.

 

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