Dolly Parton, un’intera nazione in lacrime – A poco più di un giorno dalla notizia della morte di Dolly Parton, spentasi martedì a 80 anni in un ospedale di Nashville dopo una breve battaglia contro un tumore, il Tennessee e l’intera industria musicale statunitense si sono mossi per rendere omaggio a una delle proprie icone più amate.
Tra bandiere a mezz’asta, proposte legislative e la scelta della famiglia di lasciare aperta Dollywood, ecco come il mondo sta reagendo e in che modo si sta già iniziando a onorare la sua memoria.
Le bandiere a mezz’asta, dal Tennessee alla Casa Bianca
Il governatore del Tennessee, Bill Lee, ha ordinato l’abbassamento delle bandiere in tutto lo Stato in memoria di quella che ha definito “la figlia prediletta del Tennessee”, riconoscimento riservato alle personalità che più hanno rappresentato l’identità dello Stato a livello nazionale e internazionale.
Il gesto è stato seguito a livello federale anche dal presidente Donald Trump, che ha disposto l’abbassamento delle bandiere a stelle e strisce su tutto il territorio nazionale per una settimana in onore della cantante Parton, un omaggio che sottolinea quanto la sua figura abbia superato i confini della sola musica country per diventare patrimonio culturale condiviso.
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La proposta del “9 to 5 Day”
Tra le iniziative annunciate nelle ultime ore spicca quella di un senatore del Tennessee, che ha proposto una legge per istituire il 25 settembre come “9 to 5 Day”, in onore di uno dei brani più celebri e identitari della carriera di Parton, colonna sonora dell’omonimo film del 1980 in cui l’artista recitava al fianco di Jane Fonda e Lily Tomlin. Se approvata, la ricorrenza si aggiungerebbe al già esistente Dolly Parton Day, istituito in passato dallo Stato per celebrarne l’ottantesimo compleanno.
Dollywood resta aperta: “The show must go on”
Una delle reazioni più significative arriva da Dollywood, il parco divertimenti fondato da Doilly Parton nel Tennessee, una realtà che dà lavoro a migliaia di addetti e che da sempre è parte integrante della sua eredità imprenditoriale oltre che artistica.
Il presidente della struttura, Eugene Naughton, ha diffuso un video in cui rassicura visitatori e dipendenti sul fatto che il parco resterà operativo: “Voglio parlarvi direttamente per farvi capire che lei è viva e presente qui ogni giorno, da quando abbiamo aperto”, ha detto Naughton, annunciando che Dollywood avrebbe riaperto regolarmente mercoledì, “nello spirito di Dolly, che ci ha sempre ricordato, con il suo sorriso inconfondibile, che lo spettacolo deve continuare”.

Come la famiglia chiede di onorarla
La famiglia di Dolly Parton ha reso noto che si terrà una cerimonia privata, riservata ai familiari più stretti, senza alcun funerale pubblico o servizio commemorativo aperto ai fan, come da volontà della stessa artista
. In alternativa a fiori e omaggi tradizionali, i familiari hanno indicato come modo preferito per onorarne la memoria le donazioni alla Imagination Library, il programma di alfabetizzazione infantile fondato da Parton negli anni Novanta che dona libri gratuiti ai bambini in età prescolare e che nel corso dei decenni è diventato una delle iniziative filantropiche più longeve e riconosciute legate al suo nome.
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I tributi da Nashville a Hollywood
Nonostante l’assenza di una cerimonia pubblica, Nashville si è già trasformata in un luogo di raccoglimento spontaneo: fiori, biglietti e messaggi si accumulano in diversi punti della città, incluso il Graduate Hotel di Midtown, dove l’immagine di Dolly Parton è da anni parte dell’arredo e della storia dell’edificio.
L’Empire State Building per due sere si fila si è tinto di rosa in suo omaggio. Decine di cantanti e le band che nei live di martedì e mercoledì, in ogni parte del mondo, sera l’hanno omaggiata con dediche e ricordi personali. Quasi tutti gli Hard Rock Café, non solo in Stati Uniti e Canada ma in gran parte del mondo, hanno esposto foto e memorabilia della cantante omaggiata da decine di migliaia di fan con dediche scritte su libri che saranno consegnati alla famiglia.
In parallelo, il cordoglio si è esteso rapidamente al mondo dello spettacolo: Jane Fonda, amica di lunga data e sua co-protagonista in 9 to 5, ha scritto di sentirsi “devastata”, aggiungendo che Dolly “sarà sempre con noi, perché era così presente, così potente, così generosa e giocosa da essere ormai intrecciata per sempre nelle nostre vite e nei nostri cuori”. Miley Cyrus ha affidato il proprio ricordo a un messaggio breve ma diretto: “Affrontiamo insieme questa perdita, e la rivedremo in tutte le cose più belle. Le vorrò sempre bene e voglio renderla orgogliosa.”
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Miley, a dispetto di una grande differenza di età, era legata a Dolly Parton da una sincera amicizia: una ricostruzione legata ad alcune fonti riportano che la cantante scomparsa avrebbe lasciato tre lettere personali a colleghe più giovani cui era profondamente legata, Sabrina Carpenter, Kacey Musgrave e appunto Miley Cyrus.
A tanti messaggi si sono aggiunti quelli di Taylor Swift, Billy Ray Cyrus, Reba McEntire a conferma di quanto l’eredità artistica e umana di Parton attraversi generazioni e generi musicali diversi. Da non dimenticare un ricordo ‘italiano’ di Dolly Parton, il suo duetto in Jolene con i Måneskin: “Dovevamo registrare in mattinata ed eravamo tutti assonnati e un po’ spenti. Quando è arrivata lei in studio ci ha travolto con un entusiasmo incredibile… ne è venuta fuori una bomba. Ci ha fatto i complimenti, è stato un momento davvero molto speciale” aveva detto in quell’occasione Damiano David.

Il Grand Ole Opry le dedica la serata
Il legame più simbolico resta però quello con il Grand Ole Opry, il tempio della musica country di Nashville di cui Parton è stata membro per quasi sessant’anni. Con le bandiere americana e del Tennessee a mezz’asta davanti all’Opry House, la cantante Rhonda Vincent ha aperto la serata di sabato con una dedica semplice e diretta “Questa è per Dolly”, prima di intonare una versione bluegrass di Coat of Many Colors, uno dei brani più autobiografici della Parton.
La serata, interamente dedicata alla sua memoria, ha visto sul palco artisti come Carly Pearce, Kathy Mattea, Molly Tuttle, Dan Tyminski e T. Graham Brown, in uno spettacolo capace di trasformarsi in un momento sospeso tra il dolore per la perdita e la celebrazione di un’eredità artistica lunga oltre sei decenni.
Un lutto che va oltre la musica
Il quadro che emerge in queste ore racconta di un lutto che ha superato rapidamente i confini della sola comunità country, coinvolgendo istituzioni, politica e industria dello spettacolo allo stesso tempo.
Dalle bandiere a mezz’asta alle proposte legislative, fino alla scelta di tenere aperta Dollywood proprio nei giorni immediatamente successivi alla sua scomparsa, le iniziative che si stanno moltiplicando sembrano rispondere a un’unica esigenza condivisa: onorare Dolly Parton nel modo in cui lei stessa avrebbe voluto, continuando a far vivere quello che ha costruito, piuttosto che fermarsi soltanto a piangerne la perdita.

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